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Il tratto più bello della Grande Muraglia Cinese

Il simbolo della Cina

Dal Liaoning a nord-est al deserto del Gobi nel nord-ovest, dal VII secolo a.C. a oggi, il simbolo della Cina rimane sempre lo stesso: la Grande Muraglia 长城 (Chang Cheng in cinese). Diroccata, ricostruita, pericolante, scintillante, lei è lì a mostrare la grandiosità del Regno del Centro. Inizialmente era composta soltanto da una serie di bastioni, poi uniti dal primo imperatore Qin Shi Huangdi (il creatore dell’esercito di terracotta) per difendere il suo impero dai barbari del Nord. Fu estesa sotto gli Han fino al deserto e rinforzata nei secoli sino alla dinastia Ming (XIV-XVII secolo), costando migliaia di vite di costruttori, contadini, prigionieri e soldati. Non sempre portò a termine il suo compito e la Cina vide come capi i barbari Jin, i mongoli di Gengis Khan, i Manciù dal nord-est.

Il riavvolgersi della storia: percorrere la Grande Muraglia cinese

Oggi è possibile visitare diverse sezioni della Grande Muraglia, nei punti resi accessibili ai turisti. Io ne ho visitate due: la più turistica e di massa a Badaling 八达岭 (a 70 km da Pechino) e la diroccata Jinshanling 金山岭, nell’Hebei 河北.

Il tratto più selvaggio della grande muraglia

La sezione della Grande Muraglia vicino a Pechino

Il tratto di Badaling, terra e detriti rivestiti in pietra risalenti all’epoca Ming, si raggiunge da Pechino in un’ora e mezzo con un autobus interurbano. È permesso accedere solo al sentiero ricostruito, ampliato e lucidato, perfetto per i turisti che hanno voglia di fare trekking (anche con i tacchi, come al solito delle cinesi, sebbene alcuni passaggi siano fatti di gradini ripidissimi come se si fosse su un sentiero di montagna) o farci i picnic. Ci sono stata nel 2013 con mio padre e i pochi chilometri percorribili erano affollati, zeppi di venditori ambulanti e poco realistici.

Oltre le sbarre alla fine della pista si stendevano le rovine in sfacelo di questo gigante, un lunghissimo muro stretto e pericolante, roso dalle erbacce e dai millenni. Accedervi è proibito e pericoloso e poi, perché farlo quando vi è un percorso più nuovo, bello e comodo, adatto ai selfie e ai pomeriggi alternativi? Alla fine della scalata, tra l’altro, un grande cartello dichiara che colui che percorrerà l’intero tratto sarà un vero uomo!

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La Cina selvaggia: Jinshanling in Hebei

La seconda sezione che ho visitato è quella di Jinshanling, nell’Hebei, conquistabile da Pechino dopo mezz’ora di treno, una e mezza di autobus e una di macchina (se non c’è traffico) con un tassista che cercherà di fregarti. La lontananza, però, mantiene qui la Muraglia intatta nel suo sgretolarsi e corrompersi, si respira il fantasma della storia: è vecchia, diroccata, lasciata a se stessa, pericolosa e pericolante. Turisti quasi non ve ne sono, venditori ambulanti neanche. Si può godere della solitudine, ascoltare nel vento il sussurro di chi è sepolto sotto i bastioni che ha creato con le proprie mani e dato vita con il proprio sudore, assaporare la caducità della vita umana mentre si osserva l’eterna cinta dispiegarsi nell’infinito seguendo le onde delle colline del Nord, dipinte del rosso e del verde intensi di un autunno cinese.

Io e la mia amica abbiamo trascorso un paio d’ore su quelle pietre smosse, attorno a noi solo vegetazione infinita, fermandoci a riposare nei baluardi, la brezza nei capelli, la voglia di percorrere tutta la Grande Muraglia fino al mare o fino al deserto, di perdersi per sempre nell’avvolgersi a ritroso di quella storia iniziata quasi tremila anni fa e di rivivere ogni singolo evento di questa antichissima, meravigliosa civiltà.

Invece no, invece siamo tornate indietro, al presente, proiettate nel futuro della svettante e super veloce Cina odierna.

Torre di avvistamento

Altre sezioni famose della Grande Muraglia nei pressi della capitale sono:

  • Mutianyu (90 km a Nord-est di Pechino), lunga solo 1,6 km e distrutta dal turismo di massa;

  • Simatai (110 km a nord-est di Pechino), più remota ma più autentica, da qui si può percorrere tutto il tratto fino a Jinshanling;
  • Gubeikou (120 km a nord);
  • Jiankou, si raggiunge con il bus n. 916 dalla stazione di Dongzhimen a Pechino;
  • Huanghuacheng (60 km) connessa con Mutianyu;
  • Shanhaiguan nell’Hebei, dove la Grande Muraglia termina nel Mar di Bohai;

Per conoscere le sezioni più lontane ti consiglio questo sito: https://www.saporedicina.com/grande-muraglia-cinese/#more-1662

ottobre 2016

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