• La strada giusta: vivere a modo mio

    La strada giusta: vivere a modo mio

    Da qualche mattina, poco dopo essermi svegliata, esco di casa e faccio 40 minuti di camminata tra gli alberi fino alla spiaggia più vicina. Poi mi siedo lì a fare colazione guardando le onde del mare, infine. Mi sento grata. Soprattutto, mi sento di essere sulla strada giusta.

  • Reinventarsi a Bali

    Reinventarsi a Bali, l’Isola degli dei

    Ho conosciuto Cinzia “Bru” sul sito Donne che emigrano all’estero. Travel designer con base a Bali, Bru è una forza della natura. Conosce l’Indonesia a menadito e ha un blog interamente dedicato all’arcipelago più grande del mondo. 5 anni fa lei e il suo compagno hanno deciso di trasferirsi nell’Isola degli dei e di realizzare i loro sogni. Ecco la sua storia.

  • Viaggio sola a Phnom Penh - parte tre

    Viaggio sola a Phnom Penh – parte tre

    di Alessia Culpo instgram @alessia.clp

    Per leggera la seconda parte del mio viaggio in solitaria a Phnom Penh clicca qui.

    Quarto giorno. Il tempio di Wat Phnom sarebbe superbo, se non avessi scelto proprio la mattina d’inizio del Capodanno Cinese per visitarlo! Non faccio in tempo a mettere piede sulla scalinata che sale il colle, che mi ritrovo in una fiumana di persone, molte con in mano dei cestini strapieni di cartellini rossi.

  • Wat-ounalom

    Viaggio sola a Phnom Penh – parte due

    di Alessia Culpo instagram @alessia.clp

    Per leggera la prima parte del mio viaggio in solitaria a Phnom Penh clicca qui.

    Il terzo giorno ho appuntamento con Ida, la solitaria viaggiatrice danese, per andare a visitare il Museo del Genocidio S-21 e i Killing Fields di Choeung Ek. Prendiamo il mezzo di trasporto più in auge tra i turisti occidentali a Phnom Phen, il tuk-tuk. Viaggiare in tu-tuk è semplicemente eccezionale: in futuro, dovunque debba andare, voglio andarci solo in tuk-tuk! Questo veicolo è la concretizzazione della libertà e della leggerezza. L’unico fastidio è che ci consigliano di avvinghiare gli zaini alla caviglie, in modo che nessuno possa rubarceli durante la corsa. Subito penso che, se li afferrassero con forza, trascinerebbero giù anche noi.

  • vientnam-tamcoc

    Viaggio in Vietnam: Tam Coc

    di Giampaolo Nitti instagram @iviaggidelpelato_

    Cara sorella, spero tu stia bene e sia felice dall’altra parte del continente. Mi hai scritto chiedendomi di raccontarti qualcosa sul mio viaggio nel sud est asiatico, più in particolare sul Vietnam. Dopo una lunga riflessione ho deciso di parlarti di Tam Coc.

  • donna-zaino-vietanam

    Contrasti sensoriali: Vietnam

    di Fabiola Falcone ig @free_happysoul

    Chiudo gli occhi e vengo svegliata dai numerosi clacson dell’infinita coda di motorini che girano senza alcuna regola.

    In un istante, eccomi di nuovo qua, in Asia, ma questa volta solo con la mente.

  • Viaggio in Asia da sola: Cina e Hong Kong

    È quasi il mio compleanno: quest’anno non prenderò nessun aereo intercontinentale come l’anno scorso, né un treno notturno che attraversa tutta la Cina come un paio d’anni fa. Mi faccio un regalo diverso dal solito, ma voglio ricordare di quel compleanno in cui mi sono regalata 40 giorni in Cina e Indocina da sola (per la maggior parte del tempo). Era il mio ventiseiesimo compleanno, abitavo a Pechino da sei mesi e non avevo nessuna paura di preparare il mio zaino verde per partire all’avventura. Gli esami erano finiti e avevo ricevuto l’ultima rata della borsa di studio: prima di tornare in Italia per lavorare sulla tesi magistrale, era tempo di viaggiare!

  • Yunnan: La gola del salto della tigre e Dali

    Andare in Yunnan ad agosto è una pessima idea per vari motivi: primo perché essendo stagione delle Grandi Piogge, piove tutto il giorno, rovinando il soggiorno o comunque impedendo di accedere a vari posti, come il Monte Nevoso del Drago di Giada e al trekking lungo la Gola del Salto della Tigre, ad altissimo rischio frane; secondo perché ad agosto sono tutti in ferie e un miliardo e mezzo di persone che si spostano non è uno scherzo.

  • porta-tibetana-kata

    Viaggio in Cina: Yunnan, Shangrila e il Tibet

    Dopo il capoluogo Kunming e la città ai piedi dell’Himalaya Lijiang, è stato il tempo della mitica Shangrila.

    Questo nome non vi suona nuovo? È quello usato da James Hilton in “Orizzonte perduto”, per l’ambientazione della storia di un monastero nel quale i monaci arrivano fino a duecento e oltre anni d’età.

  • Viaggio in Yunnan: da Kunming all’Himalaya, Cina

    Quando mi sono licenziata dal mio lavoro, non potevo non partire per quel posto fantastico che sognavo da anni: lo Yunnan, la regione più diversificata della Cina che va dal clima tropicale al confine con la Birmania a Sud, alle secche praterie dell’altopiano tibetano a Nord.

  • Quattro giorni in Bengala India

    Uno dei più grandi vantaggi del viaggiare, neanche a dirlo, è la possibilità di conoscere persone da tutto il mondo e di vivere situazioni che altrimenti non ti sarebbero capitate, come finire in un matrimonio in Bengala, in India, per esempio.

  • Un giorno a Macao da sola

    Macao: sogno d’Oriente e incenso

    A volte, quando si ha nostalgia di casa, per chi si sente più europeo che italiano come me, c’è solo una cosa da fare: scappare dalla Cina e dall’Oriente per rifugiarsi, un pomeriggio, tre le bellissime viuzze portoghesi di Macao. Da Canton vi si arriva in solo un paio d’ore di treno o autobus (80 rmb il treno – circa 10 euro – , 30 rmb il bus – circa 4 euro -), da Hong Kong in un’ora di traghetto (200 HKD, circa 25 euro). Inoltre, dall’anno scorso le due ex-colonie sono unite dal ponte più lungo del mondo. Per chi viene dalla Terraferma, una volta passato il confine nella città costiera di Zhuhai, si viene accolti da scritte neolatine e una porta in stile neoclassico.

  • Viaggio in Laos 3: le 4000 isole

    Dopo Champasak, l’ultima tappa del Laos è stata Siphan Don, le 4000 isole, la maggior parte delle quali affiora soltanto durante al stagione secca. Un furgoncino mi ha portato, insieme a vari backpackers, in questo paradiso nel mezzo del Mekong, nell’estremo sud del Laos e al confine con la Cambogia, un luogo abbastanza turistico ma ancora incontaminato. Per quanto ancora? La ricchezza del Laos sta proprio in questo: in pochi ci vanno, tutti preferiscono la Thailandia e, da qualche anno, la Cambogia e il Vietnam. Forse dovrei tenermi questa perla orientale per me, ma non resisto. In Laos ci si sente più vivi che altrove, e allora lo racconto.

  • Dieci giorni in Laos: navigando sul Mekong

    Il terminal dei voli nazionali di Vientiane è costituito da un ingresso con 6 banchi per il check-in al piano terra, due banchetti con caffè e snacks, una saletta d’attesa con le sedie in plastica al piano superiore, un baretto che vende croissant dalla consistenza cartacea e un unico gate.