La strada giusta: vivere a modo mio
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La strada giusta: vivere a modo mio

Da qualche mattina, poco dopo essermi svegliata, esco di casa e faccio 40 minuti di camminata tra gli alberi fino alla spiaggia più vicina. Poi mi siedo lì a fare colazione guardando le onde del mare, infine. Mi sento grata. Soprattutto, mi sento di essere sulla strada giusta.

Dal tavolino del bar passo alla spiaggia. Srotolo il telo e incomincio a leggere. Sto leggendo “Donne che corrono con i lupi”, un bellissimo saggio psicologico sulla natura selvaggia del femminino della psicologa Clarissa Pinkola Estes.

La strada giusta: crearsi la propria vita su misura

Non sono in vacanza, non sono in ferie: queste giornate sono speciali perché sono la vita che ho deciso di condurre. Verso le due, infatti, torno in appartamento, pranzo e poi faccio lezione per tutto il pomeriggio. Insegno italiano, da qualche mese solo online – grazie virus! – Lo insegno soprattutto ai cinesi, perché è la loro la lingua che ho studiato (anche se adesso devo mettermi davvero sotto con il russo!)

Finito di insegnare, la sera infilo il portatile nello zainetto e decido se andare a passeggiare in città o se tornare al mare. Non è importante, dipende dal mood. Un angolo dove sedermi a scrivere davanti a una bella vista lo trovo comunque. Posso andare al parco cittadino a fare un po’ di people watching o posso farmi coccolare la fantasia dall’odore di salsedine, dalla linea dell’infinito solcata dalle grandi imbarcazioni.

Dove vanno? Vorrei essere con loro: da qui sogno di andare in Georgia o in Turchia. In fondo sono solo al di là del mare. Non so perché, ma la parola “Mar Nero” evoca immagini speziate, vele spiegate, rotte commerciali. Ci sono mari più belli nel mondo, ma forse nessuno di essi ha un nome tanto potente. È racchiuso tra terre dai nomi altrettanto suggestivi: Istanbul – l’antica Costantinopoli in bilico tra Oriente e Occidente – le coste dell’Anatolia, gli aspri monti del Caucaso, la misteriosa, intoccabile Crimea, la Bessarabia, le varie perle: Odessa, Varna, Costanza.

Fanno pensare ad antiche storie di naviganti, a sete che scivolano sotto i polpastrelli. Ho voglia di mettermi in mare, sentire il sole che scotta la pelle e il sale che lascia macchie biancastre.

Poi mi rilasso e faccio fluire tutta quella bellezza nel sangue, si riversa sulla tastiera e io mi sento di dire grazie.


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Tempo e mobilità: le grandi ricchezze odierne

Grazie perché sono riuscita a crearmi una vita come la voglio io, grazie perché riesco a vivere a modo mio. Non ho bisogno di aspettare le ferie decise da qualcun altro per mettermi su un bus e partire: il mio ufficio è nello zainetto sulle spalle.

Ho smesso di chiedere il permesso, di farmi dire da qualcun altro come condurre la mia vita. Forse è la più grande benedizione che si può avere di questi tempi: la libertà di tempo e mobilità. Mettiamo queste due cose sempre in secondo piano e ci dimentichiamo che ad oggi l’unico vero lusso non sono il macchinone o la casa al mare, ma è il tempo.

Muovermi adagio, lavorare secondo i miei ritmi, spostarmi nel luogo che preferisco sono ciò che mi fa riconnettere con me stessa. Non mi andava più di vivere per realizzare i sogni altrui, di vendergli tempo e libertà in cambio di denaro. Quando ho smesso di farlo ho iniziato a vivere davvero secondo ciò che percepisco dentro.

Lavoro quanto voglio e mi dedico a me stessa quanto voglio. Questa è stata la mia grande scoperta degli ultimi tempi. Ritornerei indietro? Mai. Sono sulla strada giusta, questa mattina guardando l’orizzonte l’ho sentito chiaramente.

Adesso è ora di andare, ché la vita continua oltre lo schermo.

“La mia ossessione era vivere, vivere a modo mio, vivere come mi piaceva, vivere con queste grandi piccole gioie. Fare una vita, una vita. Una vera vita, una vita in cui sei tu. Una vita in cui ti riconosci.”

Tiziano Terzani


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