Scrittura,  vivere slow

Inventarsi un lavoro a 30 anni

Una delle grandi questioni del nostro paese è il senso di insoddisfazione di tanti giovani italiani della mia età (ho 29 anni, per chi non mi conosce). Di sentirsi così capita a donne e uomini, laureati o meno, in questa Italianuccia della precarietà e dalla vecchia mentalità del “posto fisso or die.” E se invece fosse possibile “inventarsi un lavoro” a 30 anni, per dirla alla Terzani?

Inventarsi un lavoro a 30 anni: come fare? Ecco la mia esperienza personale

Dobbiamo combattere il nostro sentimento di rassegnazione, di chi vive ancora con i genitori non perché lo vuole ma perché lo stipendio è troppo basso; di chi fa un lavoro che odia  e che non c’entra nulla con la propria laurea per la quale ha investito tanti soldi e tanto tempo. Tanti soldi e tanto tempo. E’ giusto che questi talenti vengano sprecati così? No.

No, non è giusto che la nostra giovinezza e le nostre potenzialità vengano messe in un angolo dal lavoro sotto pagato e dai contratti precari. Non è neanche giusto che dobbiamo vivere nella paura del futuro, quando questo è ancora nelle nostre mani.

La paura è il nostro nemico

Sì, paura, timore di mettersi in gioco: perché è proprio la paura a bloccarci. Siamo cresciuti nella mentalità tutta italiana del “posto fisso per 40 anni”, malattie e ferie pagate, tredicesime, quattordicesime e tantissimi altri benefit. Adesso che per noi 30enni è praticamente impossibile ottenerli, siamo visti dalla generazione di nonni e genitori come dei falliti ma, soprattutto, abbiamo perso il coraggio di rendere le nostre vite meravigliose, di farne ciò che vogliamo.

Ma ehi, viviamo in un mondo diverso da quello dei nostri, dove avere la laurea ti dava davvero una marcia in più, dove mettere su famiglia era un must, e una volta trovato lavoro si era sistemati a vita. Ora la società è diversa e invece che rimpiangere l’abbondanza del passato, è ora di creare il nostro mondo!

Inventarsi un lavoro a 30 anni
Sii il creatore del tuo destino

Noi siamo i ragazzi del nuovo millennio: i ragazzi rassegnati a lavori sotto pagati, a mansioni che odiamo, al “mai na gioia”. Invece che lagnarci perché con “900 euro al mese non riesco a mantenermi da solo, ma ho un lavoro comodo” oppure “in Italia non si trova lavoro”, inventiamocelo noi il lavoro!

In realtà, la tanto decantata stabilità è solo un mito!

Sii il creatore della tua vita

Lo diceva anche Tiziano Terzani quasi venti anni fa.

Da “La fine è il mio inizio”

 Non è che tutte le porte sono chiuse, che il mondo è già tutto sprangato e i posti sono già presi dagli altri. Ma per nulla! Io trovo che la cosa più bella che un giovane possa fare è di inventarsi un lavoro che corrisponde ai suoi talenti, alle sue aspirazioni, alla sua gioia, e senza quella arrendevolezza che sembra così necessaria per sopravvivere. «Ah, ma io non posso perché … » Tutti possono. Ma capisci quello che dico? Bisogna inventarselo! Ed è possibile, possibile, possibile. In qualche modo io ho avuto fortuna perché ho fatto un po’ così. Il mestiere che ho fatto non era proprio quello del giornalista, me lo sono inventato. Ma ti immagini un italiano che parla il tedesco – insomma« maccheronicamente» – che diventa corrispondente di un giornale tedesco in Asia, che fa che cacchio gli pare, va dove gli pare, scrive come gli pare, che diventa fotografo perché non vuole viaggiare con i fotografi? Non esisteva mica questo lavoro. Poi, fare il giornalista era per me una sorta di copertura, come uno che fa il mercante per fare la spia. Perché in verità, sÌ, lo facevo con passione ma non era la mia ossessione. La mia ossessione era vivere, vivere a modo mio, vivere come mi piaceva, vivere con queste grandi piccole gioie.

In pratica: come inventarsi un lavoro a 30 anni

E come si fa? Be’, qui bisogna farsi un esame di coscienza, perché non c’è una soluzione valida per tutti. Occorre porsi qualche domanda.

Inventarsi un lavoro a 30 anni

Con l’aiuto della tecnologia

Forse non lo sai, ma abbiamo un’arma potentissima: il web! Potentissima per due motivi:

  • 1.Online possiamo studiare tutto ciò che vogliamo, confrontarci con altre persone, cercare info su come mettere in atto il nostro progetto.
  • 2.Che si collega alla prima, possiamo lavorare online! Anche se in Italia si vede il lavoro da remoto come ozio (chissà che il virus non cambi questa concezione) lo smart-working è una realtà per molte persone.

Sì, si può guadagnare un vero stipendio e, soprattutto, si può lavorare da remoto da dove si vuole, che sia una capitale europea come per me, un’isola in Asia o dal salotto di casa. Si può!

Il mondo ti aspetta

Inoltre si può emigrare: il mondo è grande, è bello e pieno di opportunità. Basta aprire la porta di casa. Io stessa dopo la laurea mi sono messa a cercare un buon lavoro: me ne sono dovuta andare in Cina perché in Italia… be, lo sapete. Ed è stata un’esperienza stupenda, che mi ha insegnato tanto.

Dopo un anno e mezzo, però, sentivo che quel lavoro rubava troppo tempo al mio potenziale, ai miei desideri, alla mia voglia di vivere intensamente. Bene, ho messo da parte tredicesima e ferie pagate e mi sono data alle mie passioni. Come? Lavorando in modo indipendente.

Lavorare in modo indipendente

Ho mollato tutto, ho messo su carta le mie hard skills, le soft skills e ciò che amo fare. Il lavoro me lo sono inventato, praticamente.

Inventarsi un lavoro a 30 anni

Oggi, a 29 anni, ho una professione che mi piace e che mi fa esprimere le mie capacità, uno stipendio pieno, lavoro meno di 30 ore alla settimana (così da avere più tempo per scrivere qui) e posso farlo da qualsiasi parte nel mondo.

P.s. ho deciso io stessa di lavorare 27/28 ore alla settimana per avere tempo di fare ciò che amo, stare con chi voglio e continuare a migliorarmi, ma se ne avessi la voglia potrei lavorare di più.

Ad oggi, sono il capo di me stessa e decido io i miei ritmi e i miei prezzi.

Cosa ti serve per inventarsi un lavoro a 30 anni

Quindi cosa serve per essere soddisfatto a 30 anni, lavorativamente parlando?

  1. Coraggio di uscire dagli schemi delle generazioni precedenti
  2. Fantasia per sognare come si vuole vivere e metterlo in atto
  3. Capacità sia soft che hard sennò non si va da nessuna parte
  4. Flessibilità per cambiare e adattarsi al mondo
  5. Disciplina, che senza non si conclude niente
  6. Smettere di lamentarsi e impiegare quelle energie nella crescita personale
  7. Ricordarsi che il mondo è grande e si può andare dove si sta meglio!

Questa è la mia esperienza personale. Quale è la tua storia di successo?

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