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Come creare i personaggi (parte 1)

Cosa rende una storia una buona storia? La trama, lo stile, le emozioni suscitate sono tutti elementi importantissimi, ma senza dei personaggi ben strutturati la nostra storia non funzionerà. Come le persone danno colore, esistenza e senso alla nostra vita, così il popolo di un romanzo o di un racconto dona gusto alle pagine.

Creare dei personaggi per un romanzo: come si fa

Le vicende devono svolgersi secondo le loro azioni e i loro desideri. Il lettore deve identificarsi con essi, amarli o odiarli e, tutti, devono essere significativi. Tutti.

L’autore di American Gods Neil Gaiman pone tantissimo l’accento sui desideri: per far sì che gli eventi accadano dobbiamo chiederci “Cosa vogliono i miei personaggi?” Secondo lo scrittore americano, è l’unica domanda che apre le porte agli eventi. Desideri e bisogni sono ciò che dirigono la nostra vita e lo stesso vale per la narrazione.

Una persona senza desideri né volontà, oltre che a essere rara, rimarrebbe dove è, ben soddisfatta. Chi invece vuole o necessita qualcosa si muove, fa di tutto per raggiungere la meta ambita e spinge così la propria vita e quella altrui. Il personaggio letterario, quindi, deve essere ben teso al suo obiettivo. È la tensione a far svolgere gli eventi, proprio come nella realtà. Leggereste mai la storia di una persona apatica e senza voglia di far nulla? Non credo: più la persona è determinata più la storia è avvincente. Certo, non tutti ottengono ciò che vogliono ma, come dice Neil Gaiman:

“I personaggi ottengono quello di cui hanno bisogno, non quello che vogliono.”

Neil Gaiman – Masterclass on Storytelling

Create un conflitto

Accanto a ciò, un elemento essenziale per mandare avanti la storia è il “conflitto”. Spesso gli autori emergenti tendono a evitarlo e a trovare soluzioni più accondiscendenti. Eppure è proprio lo scontro tra due desideri e/o bisogni a creare le peripezie.

Prendete le Mille e una notte: il sultano vuole uccidere tutte le vergini del sultanato, Sherazade invece vuole salvarle. I loro desideri sono opposti: la giovane faceva la sua vita tranquilla fino a quando non ha deciso di sacrificarsi al sultano ma ad una condizione, che le facesse raccontare una storia. Il desiderio del sultano di prendere in moglie tutte le giovani lo spinge a sposarla, il desiderio della ragazza di vivere la spinge a raccontare ogni notte una storia diversa fino a creare quel grande capolavoro senza tempo che è Le mille e una notte.

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Create il vostro mondo

Siate il dio della vostra storia

Messo ben in chiaro ciò, afferrate carta e penna e iniziate a delineare il vostro personaggio. Fate un identikit di tutti coloro che costellano la storia, o almeno delle presenze più importanti. Notate bene: man mano che il vostro romanzo acquisirà vita, potreste sentire la necessità di inserire nuovi personaggi secondari. Quindi, prima di mettervi al lavoro, una volta che avete chiaro il grande evento che stravolgerà i fatti e darà corpo alla storia, create degli esseri umani (o animali antropomorfi, o mostri, o dei, o alieni. Tutto quello che volete. Siete Dio e potete creare il vostro mondo ex-novo.)

Creare l’identikit del personaggio

Quando ho deciso di scrivere L’amuleto di giada avevo ben in mente il viaggio nel tempo. Era di quello che volevo narrare, di come una ragazza del duemila potesse sentirsi nella Serenissima Repubblica di Venezia durante il Diciottesimo secolo, specie se Napoleone è lì lì per distruggere la millenaria potenza lagunare. Poi ho preso carta e penna e ho fatto un identikit della protagonista seguendo queste voci:

  • Nome: Athena
  • Età: 23 all’inizio della storia
  • Nazionalità: italiana
  • Stato civile: nubile all’inizio della storia
  • Occupazione: studentessa di filologia all’inizio della storia
  • Hobby e passioni: leggere, viaggiare, la storia, uscire per un aperitivo
  • Cose in cui è brava: a rispondere a tono, a trovare soluzioni, a girare le situazioni a suo vantaggio, a dipingere, ha una buona memoria
  • Cose in cui è un disastro: a tenere a freno la lingua, a comportarsi in modo discreto, ad accettare quelle che secondo lei sono ingiustizie, a cucinare, a ballare
  • Carattere: è espansiva e allegra, si infuria facilmente e non ha pazienza, ha molta energia ma è troppo impulsiva
  • Tratti fisici: altezza media, appena robusta, ha lunghi capelli rossi (che le creeranno problemi) gli occhi chiari e le lentiggini. È in salute
  • Il suo passato in breve: una vita semplice e lineare, figlia unica di due dipendenti statali, ha trascorso la vita fin’ora a Venezia come una studentessa media, né brava né scarsa. Una vita senza troppi alti né bassi. Al momento della storia ha iniziato a frequentare un ragazzo di nome Riccardo.
  • Cosa le succede: in un viaggio trova un amuleto di giada che la fa finire indietro di 225 anni, con tutto ciò che ne consegue.
  • Cosa desidera ardentemente/la sua ossessione: vuole sopravvivere alle disgrazie che le capitano indietro nel tempo e vuole tornare al presente
  • Come potrebbe reagire: all’inizio impazzisce, è arrabbiata e crea guai a se stessa e a chi le sta vicino. Quando con il passare del tempo diventa più lucida e in grado di pensare meglio.
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Insomma, dobbiamo sapere tutto, ma proprio tutto del nostro protagonista, anche la carta igienica preferita e il gusto del gelato che odia.

Poi ho voltato pagina e ho fatto lo stesso per i tre co-protagonisti e i due antagonisti. In quel momento ho lasciato perdere i personaggi secondari: li avrei delineati durante la stesura. Esistono autori che preferiscono stabilire tutto nei minimi dettagli a priori e passare alla stesura solo quando tutti i personaggi, tutti gli eventi e tutte le ambientazioni sono state chiarite e riassunte. Non esiste un metodo migliore di un altro, lo dico sempre. Che siate super precisi o che preferiate seguire la storia con la stessa curiosità di un lettore non importa, l’importante è sapere cosa si vuole dire e dove si è diretti.

Gli avvenimenti storici

Un altro elemento importante è far quadrare l’età con gli avvenimenti storici (siano essi reali o meno). Ad esempio, un personaggio che al momento dell’attacco alle Torri Gemelle ha 2 anni, con difficoltà questo evento potrebbe segnare una svolta nella sua vita. Se invece ne ha dieci, ciò potrebbe aver creato delle memorie che influenzeranno il futuro (questo vale anche con i romanzi fantastici, se la storia cronologica la inventiamo noi stessi).

Nella mia trilogia, la figlia dei protagonisti al momento della caduta della Bastiglia è solo una bambina e per lei la vita scorre felice nel mondo dei giochi. Quando, però, nel romanzo “Memorie – la Serenissima tradita” assiste alla Carmagnola ballata attorno all’albero della libertà eretto in piazza San Marco e attorno al rogo fatto della bandiera veneziana e degli oggetti del doge, è quasi un’adolescente e quel momento la segnerà per tutta la vita.

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Attenzione alla cronologia storica

Rendete i personaggi realistici

Ricordiamoci che i migliori personaggi sono realistici: non sono né buoni né cattivi, sono umani, sono come noi. Hanno desideri, tristezze, paure, ossessioni, incertezze, coraggio, amore, odio. Hanno, soprattutto, un passato che condiziona il loro presente e il loro futuro. I personaggi sono come me, come te. Più un personaggio è realistico più coinvolge il lettore: a lui è concesso di sbagliare, di correggersi, di essere incoerente, di cambiare idea, di vivere, di respirare. Non è meno umano di noi solo perché è su carta. L’unica regola è che sia logico.

Una persona con mille timori non comincerà mai un dialogo in modo estroverso, o se arriverà a quel punto sarà solo dopo un lungo percorso di crescita interiore. Oppure una donna nel diciottesimo secolo, per quanto sveglia e coraggiosa, non potrà andare in giro con i calzoni o fare di testa propria. Insomma, cerchiamo di mantenere il personaggio in linea con l’ambiente circostante, come faremmo noi stessi d’altronde. Non potrei andare a lavorare in costume da bagno, a meno che non sia un bagnino. Lo stesso vale per i personaggi immaginari.

Ricapitolando per creare buoni personaggi:

  • Devono avere un forte desiderio o bisogno che spinga le vicende
  • I loro desideri e bisogni dovranno collidere con quelli altrui per poter andare avanti
  • Dobbiamo sapere tutto di loro, anche che tipo di carta igienica usano
  • Dobbiamo renderli umani e variegati
  • Devono essere coerenti con l’ambientazione e le persone circostanti

Ultima cosa: i personaggi devono crescere, evolversi, maturare ed eventualmente cambiare. Approfondiremo questo punto capitolo la prossima volta.

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