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Come creare idee per la scrittura

Eccoci qui con il nostro terzo appuntamento. In questi giorni l’Italia intera è piena di restrizioni e si è costretti a stare a casa. Un buon modo per combattere il disagio, la noia e la depressione è scrivere. Perché, allora, non cominciare un bel progetto o riprendere quello lasciato a metà tempo fa?

Per leggere i primi due articoli potrete cliccare qui. “Diventare scrittori: il primo passo” e qui “Lo stimolo fisico del flusso creativo“.

In essi abbiamo analizzato le basi per diventare un buono scrittore.

  • leggere molto e di qualità;
  • studiare lo stile altrui, il lessico e tutti gli argomenti che si avvicinano al tema del nostro romanzo o racconto;
  • avere un “libro guida”;
  • trovare inspirazione nelle immagini spontanee (una delle mie tecniche preferite!)

Questi quattro punti devono essere una costante: ogni giorno prima di mettervi a scrivere leggete per un’oretta, vi assicuro che il vostro stile e le vostre idee ne beneficeranno. Leggete e lasciatevi ispirare in ogni momento della giornata: in metro, in coda, in bagno, prima di andare a dormire, mentre fuori piove, nelle pause dal lavoro. Lasciate perdere il telefono e immergetevi nella lettura, cari writers-to-be.

“C’è stato un periodo in cui studiavo addirittura le righe di Eudora Welty. Aveva, e mi risulta abbia ancora, una straordinaria capacità di creare un’atmosfera, un personaggio, un movimento in una sola riga. Una riga! Bisogna studiarle, queste cose, per diventare un bravo scrittore. Eudora Welty ti descriveva una donna che compie la semplicissima azione di entrare in una stanza e guardarsi intorno e contemporaneamente riusciva a farti vedere la stanza e a darti un’idea di come era il personaggio e come si muoveva. Il tutto in venti parole. Ma come fa?, ti chiedevi. Con quali aggettivi? Con quali verbi? Con quali sostantivi? Come li sceglieva e li accostava? Ecco quello che studi.”

Ray Bradbury – Ubriaco in bicicletta
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Carta, penna e 10 idee: ecco quello di cui avete bisogno

Creare idee di scrittura e metterle su carta in tre liste

Passiamo ora alla pratica. Tra una lettura e un’altra prendete un moleskine, un taccuino o un tovagliolo del bar e una penna e cominciate a creare due liste: una lista di 10 personaggi e una lista di 10 eventi non legati tra loro. Tutto deve essere il più coinciso possibile. Un esempio:

  1. Athena, una giovane studentessa di filologia
  2. Un gruppo di ballerini
  3. Lady Helen, dama inglese del Diciottesimo secolo
  4. John, spazzino delle strade di New York
  5. Faust, uno scrittore

Eccetera fino al numero 10. Poi gli eventi:

  1. Ritrovamento di un amuleto magico
  2. Un incidente d’auto
  3. Un incendio che distrugge tutto
  4. L’incontro con il demonio
  5. Un assassinio

E avanti così. Potete usare la fantasia quanto volete, metterci in mezzo alieni o elfi, vincite al Super Enalotto o incontri con l’amore della propria vita. Non importa il tema in questo momento del lavoro. Quello che importa è avere un protagonista e un evento che cambierà la sua vita.

Un bravo autore sa stupire

Quando scriviamo raccontiamo delle storie avvincenti: è importante narrare di un evento speciale nell’esistenza del nostro eroe. Se raccontassimo la giornata tipo del vicino di casa, forse, non sarebbe così interessante, a meno che non sia un mago o un agente dei servizi segreti.

Il lettore vuole essere stupito e non annoiarsi mai. Questa è l’unica vera regola della scrittura.

Dopo aver steso le due liste, unitele per crearne una terza in cui traccerete una brevissima storia contenuta in una riga. Esempio:

  1. Athena ritrova un amuleto che la fa viaggiare nel tempo e finisce nel Diciottesimo secolo.
  2. John assiste a un incidente d’auto che ha delle dinamiche poco chiare e decide di indagare meglio.
  3. Mentre i ballerini ballano scoppia un incendio

Continuate voi. 😀

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Stupiteci!

Analizziamo: la scrittura ellittica

Ora avete ben 10 mini-eventi che potete sviluppare a vostro piacimento, sia come racconti brevi che come romanzi. La scelta è solo vostra. Ogni storia parte da un minuscolo punto che poi si allarga in maniera ellittica inglobando sempre più eventi e personaggi sino a creare un micromondo. Oppure si concentra su un unico personaggio e su quell’unico evento considerandolo però in tutti i suoi aspetti.

La scrittura ellittica in Ray Bradbury

Prendiamo i racconti brevi di Ray Bradbury: che vi piaccia o no la fantascienza, nei suoi racconti è palese la tecnica ellittica. Il suo racconto che preferisco è “La falce”: nell’incipit una famiglia composta da madre, padre e due bambini è in macchina con tutti i loro averi. Cercano una casa: non sappiamo né sapremo mai perché sono stati sfrattati, fatto sta che alla fine trovano una fattoria disabitata ma in buone condizioni e piena di cibo. Vi si stanziano e vivono felici. Il padre lavora la terra e sfama tutti, ma proprio quella terra si rivelerà la sua dannazione: più falcia il grano e più deve falciarlo, non può fermarsi fino a che gli eventi precipitano inglobando, pensate un po’, la Seconda Guerra Mondiale! Il tutto in dieci pagine circa. Non vi dirò di più, è un racconto così bello, ben scritto e tecnicamente preciso che dovreste leggerlo. Imparerete così come partendo da un minuscolo punto qualsiasi (una famiglia che cerca casa) si arrivi a un piano globale (la Grande Guerra).

La scrittura ellittica in Alice Munro

Un’altra maestra dei racconti è Alice Munro, premio Nobel per la letteratura: con un solo evento racchiude la vita intera e l’attimo di un personaggio,usando sempre toni soffici e sfumati. Mi è piaciuto molto “Lo studio” della raccolta “Danza delle ombre felici”. Comincia così:

“La soluzione alla mia vita mi venne in mente una sera mentre stiravo una camicia. Era semplice ma audace.”

Chi parla è una scrittrice in erba e madre di famiglia che decide di affittare uno studiolo in centro città per lavorare in pace qualche ora ogni sera. Il marito è d’accordo e così seguiamo la nostra eroina nel suo felice percorso iniziale e durante l’arredamento del locale, fino a trovarla immischiata in problemi con il proprietario, un maniaco. Nulla di tragico: nella Munro i fastidi della vita si risolvono sempre. Eppure è grazie a queste noie che scopriamo il protagonista: narrandoci di un periodo, a volte persino di un giorno, dei protagonisti la scrittrice canadese allarga quell’azione al passato e al futuro, fino a farceli conoscere a fondo. Magia! La scrittura è magia!

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Scegliete una delle 10 ministorie e scrivete l’incipit

Sviluppare le idee: l’incipit

La tecnica ellittica è applicabile anche ai romanzi, sebbene in quel caso gli eventi siano multipli. Per ora poniamo il caso che vogliate scrivere dei racconti brevi. Avete dieci spunti e ne avete scelto uno. Adesso scrivetene un paragrafo, solo uno. Potete aiutarvi con la tecnica delle immagini spontanee. Non andate dritti al punto sin nell’incipit, ma fate provare al lettore la curiosità di continuare a leggervi. Ancora, stupite il lettore.

Un esempio di sviluppo dell’incipit

Ritorniamo alle liste. Ho preso il punto 2 della prima lista (un gruppo di ballerini) e il punto 3 della seconda (un incendio), unendoli ho creato una storia in una riga. “Mentre i ballerini ballano scoppia un incendio” e infine ho buttato giù un incipit.

È il solito giovedì sera, c’è la solita festa latina. L’afoso caldo dei tropici sta a pennello con quelle note che sanno di appiccicoso. Il locale è affollato, rendendo tutto ancora più vischioso. Scivoloso. “Oso” scorre sensuale tra le gocce di sudore dei ballerini, chi più chi meno capace, ma tutti lì per divertirsi. La bachata è fatta per essere ballata in coppia, per stringersi le mani, le gambe, i corpi, le mani di lei che si mischiano alla traspirazione sul collo di lui, le dita di lui che si inzuppano sulla maglietta di lei. Schifoso.

Le idee nascono a mente vuota

Poi chiudete il file o il quaderno e andate a fare altro. Andate a passeggiare o a fare una pedalata. Fate qualsiasi cosa non vi occupi il cervello. Infatti, una delle cause maggiori della mancanza di ispirazione è avere il cervello zeppo di pensieri. Le mie migliori storie sono venute fuori durante la meditazione o le camminate, quando lascio che la mente sia un cielo sereno. In questi momenti non leggete e, soprattutto, non toccate il cellulare né guardate la TV. Tutto ciò vi bombarderebbe di stimoli e informazioni che voi NON volete avere, se volete che il vostro cervello crei una storia per voi.

Qualsiasi cosa fisica stiate facendo, non coinvolgete la ragione: deve essere libera di creare una storia per voi e mano a mano che questa si genera, voi guardatela come se fosse un film. Davanti ai vostri occhi si formerà l’immagine del protagonista, la sua espressione particolare, gli abiti, l’ambiente, gli odori. Inizierà a muoversi, a scontrarsi con l’evento che darà vita alla sua storia. Come reagisce? Chi altro compare, cosa fa? Come si snoda la vicenda?

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Per scrivere bene dovete avere la mente libera

Sviluppo della storia

Tornate a casa, riprendete il vostro PC o il vostro quaderno e buttate giù tutto quello che vi viene in mente, in un’unica seduta. Per ora mettete da parte la bellezza della forma e dello stile, mettete su carta solo quello che vedete come fosse un sogno: il resto verrà dopo.

Più scrivete e meglio è: sia che a un certo punto vi blocchiate, sia che avete finito il vostro racconto/scena/capitolo, chiudete di nuovo tutto e occupatevi di altro, tenendo la mente vuota. Vi verranno nuove idee per concludere la storia o per inserire nuovi aspetti: tornate al foglio e riprendete a scrivere. Avanti così sino a che non abbiate detto ciò che avevate da dire. Poi dimenticatevene: lasciatelo lì con i suoi errori, orrori e refusi e dimenticatevene. Domani, con sguardo distaccato, lo rivedrete.

Il racconto che ho fatto nascere usando questa tecnica è qui. E voi, avete fatto le liste? Siete riusciti a scrivere un incipit o addirittura un racconto intero? Fatemelo sapere nei commenti.

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