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Contrasti sensoriali: Vietnam

di Fabiola Falcone ig @free_happysoul

Chiudo gli occhi e vengo svegliata dai numerosi clacson dell’infinita coda di motorini che girano senza alcuna regola.

In un istante, eccomi di nuovo qua, in Asia, ma questa volta solo con la mente.

Contrasti sensoriali: una donna sola in viaggio in Vietnam

Quel continente che ti entra dentro e che basta chiudere le palpebre per riviverlo con tutti i sensi.

Sono passati tanti mesi ormai dal mio ultimo viaggio in Vietnam, eppure i ricordi sono ancora così vivi: un’esperienza sensoriale a tutti gli effetti e ricca di contrasti.

Il sapore del Vietnam

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Il sapore del Vietnam e il suo caffè ad Hanoi

Il risveglio ha il gusto dolce dell’amaro caffè, che non occorre zuccherare per farsi coccolare e rapire dal sapore intenso di uno dei loro prodotti locali. Un contrasto sulle papille gustative che già ti danno un indizio sul sapore del Vietnam.

Così mi diede il benvenuto, con tutta la sua energia della metropoli del Sud, Ho Chi Min, e nonostante l’inquinamento, io tiro un respiro profondo: sono a casa.

Sì, a casa perché è quella la sensazione che ho: libertà, sicurezza e pace.

Mi sento sicura di girare per le strade, anche se non conosco la traiettoria, perdendomi in quegli angoli dove si aggirerebbe qualunque altro vietnamita, più che un turista.

Viaggio in solitaria

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Viaggio sola: Mua cave e Nih Bin

Sono io, con il mio zaino, con il mio stile e il mio volto occidentale, eppure non mi sento diversa da loro, non mi sento osservata o in preda al panico. Tutto il contrario.

In solitaria e mai sola, accolta totalmente da un popolo che non ha nulla ma ti dà tanto.

L’animo dei vietamiti risplende anche quando piove, sono quel calore del cuore in luoghi freddi, sono quelli che ti fanno sentire in famiglia anche se non sei parte di loro.

Loro, un popolo che ha subito tante guerre, ma ne è sempre uscito vincente, un popolo unito e pacifico.

Memorie dal Vietnam

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Il traffico di Hochimin

Se vengo svegliata da quei rumori assordanti, in seguito,  posso anche scivolare con la mente in quei ricordi silenziosi della natura incontaminata: l’aria pura e fresca riossigena i miei polmoni dopo aver respirato le grandi metropoli vietnamite.

Posso navigare sul fiume Mekong e perdermi in quei villaggi che profumano di cocco, o farmi cullare sull’acqua del fiume di Tam Coc e del mare a Halong Bay, dove il grigio e l’energia di Hanoi si è trasformato in pace verdeggiante.

Guardo dal basso le montagne maestose che si innalzano sulla terra e sull’oceano e dalle loro vette mi sento padrona del mondo.

Questo è quello che mi da quel senso di libertà.

Prima di tornare con la mente di nuovo in Europa e recuperare il mio corpo, faccio una passeggiata nella città delle lanterne, Hoi An, assaporando un ultimo piatto di noodles e un paio di involtini, preparati da me, a tavola con gente con la quale non puoi far altro che sorridere.

Un sorriso che resta nel cuore, stracolmo di emozioni, e negli occhi tanto stupore e due lacrime di nostalgia.

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