Come scrivere un racconto brave
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Come scrivere un racconto breve?

Oggi persona ha talenti diversi e anche nella scrittura c’è chi è più bravo a scrivere un racconto breve e chi se la cava meglio con la narrativa lunga. È così per noi comuni mortali e così era per i grandi scrittori classici. Basti pensare alla differenza tra Cechov e Tolstoj, tra Poe e Dickens.

In un articolo precedente espongo i miei pensieri sul perché stilare una storia breve. Come dice Neil Gaiman, “un racconto breve è un trucco di magia”

Aggiungo io: è un miracolo che in un paio di pagine ti porta in un altro mondo.

Ma come scrivere un racconto breve? Ti starai domandando.

Vediamolo insieme, con i consigli dei grandi autori. Se hai bisogno di idee, ti rimando a questo articolo Idee scrittura: come crearle nel quale spiego i trucchi per far accendere la lampadina. Hai un’idea, adesso? Benissimo, partiamo!

Primo passo: Metti il timer!

Joyce Carol Oates, autrice statunitense di grande successo, nella sua Masterclass ci dà un ottimo consiglio: impostare il timer su 45 minuti e in questo lasso di tempo buttare giù un’intera storia – che per forza di cose sarà un racconto breve. Per ora non deve interessarti la bellezza della forma: verrà messa a posto in un secondo momento. Per ora devi solo far sgorgare dalle tue dita una storia – o qualcosa di simile. Butta giù la bozza così come viene in una sola seduta e scrivendo il più possibile.

Come scrivere un racconto: chiudi il quaderno

Finito? Benissimo, ora che hai l’incipit chiudi il quaderno, spegni il computer e vai a farti una passeggiata. Anche i racconti hanno bisogno di lievitare, non solo il pane! D’altronde, le storie sono o non sono il pane della nostra anima?

Mentre cammini o fai qualsiasi altra cosa cerca di visualizzare la storia come fosse un film.


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Il flusso creativo nella scrittura


Seconda seduta: terminalo!

Rincasa e adesso, sempre con 45 minuti di timer, butta giù il resto della storia come l’hai visualizzata, sempre in un flusso e senza badare alla logica. A questa ci tornerai più tardi.

Raffina il tuo racconto: le tecniche

Uno o due giorni dopo riprendi in mano il racconto e immaginalo come un minerale appena estratto dal fianco della montagna, ancora grezzo. Il tuo compito è ora di ripulirlo e raffinarlo. 

Prima di iniziare rifletti su come vuoi che sia il tuo stile: semplice e asciutto? Ricco di dettagli? Surreale? Hai carta bianca. Pensa bene al narratore e al punto di vista. Non dimenticarti del ritmo: lo vuoi veloce o lento? Fai attenzione anche alla lunghezza dei paragrafi: persino andare a capo è un’arte. Sfogliando gli altri articoli di questo blog sulla scrittura creativa potresti trovare le risposte ai tuoi dubbi. Il link è in fondo alla pagina.

Altri trucchi sul come scrivere un racconto breve

Potresti scrivere un racconto partendo da una tua memoria antica. In questo caso raccontaci non solo ciò che vedi e come ti senti, ma anche gli odori che percepisci, i suoni che ti circondano, le sensazioni sulla pelle. I racconti brevi sono molto più potenti se includi tutti e cinque i sensi. Il lettore non vuole vedere un film: vuole vivere la storia. 

Sul tema “come scrivere un racconto breve”, J.C. Oates consiglia di partire da “un’epifania”: un momento che capita raramente e nel quale si hanno grandi rivelazioni mistiche. Il percorso con il quale si è raggiunto questo momento può essere semplicemente accennato o descritto con un flashback, se vuoi. Oppure lo si può solo lasciar intuire.

Un illustre esempio: La pantofola spaiata

Italo Calvino
Italo Calvino

Italo Calvino parte da un oggetto comune per creare una storia: un esempio magistrale è “La pantofola spaiata” in Palomar, che inizia così:

“In viaggio in un paese dell’Oriente, il signor Palomar ha comprato in un bazar un paio di pantofole. Tornato a casa, prova a calzarle: s’accorge che una pantofola è più larga dell’altra e gli cade dal piede. Ricorda il vecchio venditore seduto sui calcagni in una nicchia del bazar davanti a un mucchio di pantofole di tutte le dimensioni, alla rinfusa; lo vede mentre fruga nel mucchio per trovare una pantofola adatta al suo piede e gliela fa provare, poi si rimette a frugare e gli consegna la presunta compagna, che lui accetta senza provarla.

«Forse adesso, – pensa il signor Palomar, – un altro uomo sta camminando per quel paese con due pantofole spaiate.»”

Da qui continua il suo racconto immaginando la vita di questo personaggio. Non è vera e propria magia, come dice Neil Gaiman?

A proposito, il consiglio che ci dà l’autore americano riguardi ai racconti brevi è di immaginarli come il finale di un libro. Nella sua Masterclass confessa che i suoi racconti brevi sono tutti i romanzi che non ha mai scritto. Che bella idea! Immaginare una storia e scriverne solo l’epilogo in un paio di pagine: et voilà, ecco il racconto breve.

Qualunque sia il “momentum” che decidi di narrare, il racconto breve è diviso in tre parti:

l’incipit che deve sempre far venire al lettore la voglia di continuare a leggere,

– lo sviluppo, ovvero il nucleo della storia nel quale avvengono i fatti,

– la conclusione, altrettanto importante quanto l’incipit. Il lettore non deve mai avere la sensazione di “incompleto”. Scrivere la conclusione, sia per i racconti che per i romanzi, è un’abilità a parte che merita una più ampia discussione.

Ogni scrittore ha un suo modo proprio di scrivere un racconto e l’idea può venire da un ricordo, da un oggetto o da una storia mai scritta. 

E tu, come scrivi i racconti brevi? Fammelo sapere nei commenti!

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