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Come scrivere un libro: la struttura

In questo sesto appuntamento vedremo come scrivere un libro. Nel dettaglio: come organizzare la struttura di una storia, in particolar modo se avete intenzione di scriverne una lunga o complessa. Ricordate: una buona storia ha una struttura ordinata.

Se siete arrivati fino a qui siete già a buon punto: avete stabilito l’evento che carburerà la trama, avete un buon incipit, i vostri personaggi sono tutti delineati e pronti per vivere. Accanto a voi, sulla scrivania, avete il libro guida che vi aiuterà a trovare l’ispirazione quando sentite che manca.

Come scrivere un libro: la struttura, come si crea per rendere solido il romanzo

Ora non vi resta che pianificare la struttura, lo scheletro, per così dire, del vostro romanzo (ma anche di un racconto più breve). Immaginate di dover costruire una casa. Prima di iniziare a scavare le fondamenta, dovreste avere un progetto creato da un architetto, giusto? La stessa cosa vale per la stesura di un libro.

Se la prima bozza di molti racconti brevi può essere scritta di getto, questo non può valere per una storia più lunga, specie se comprenderà diversi personaggi, sotto trame, colpi di scena, eccetera. Una delle cose più difficili nella stesura dei romanzi è mantenere coerenza e credibilità fino alla fine, intrecciare eventi con maestria, non lasciare buchi narrativi né confondere il lettore.

Che sia un racconto realistico o un romanzo fantasioso, la storia deve essere logica, coerente e ben strutturata: come il progetto per la costruzione della casa. Non vorreste mica aprire la porta del bagno e scoprire che oltre c’è solo il vuoto?

Per iniziare a disegnare il progetto, prendete un quaderno nuovo o un grande foglio bianco. A questo punto ci sono tantissime tecniche di progettazione: nessuna è migliore delle altre in modo assoluto. Tutto dipende dal vostro tipo di storia e da come vi sentite più a vostro agio. Di seguito ve ne propongo un paio.

Come scrivere un libro: fatevi delle domande e datevi delle risposte

Come scrivere un libro
Un progetto solido è la essenziale per una storia potente

Questa è la tecnica che uso io personalmente. Come creo tutte quelle storie intrecciate e complesse contenute nella mia trilogia? Facendomi delle domande: ho già risposto al “cosa” e al “chi negli articoli precedenti (“cosa”: una ragazza che trova un amuleto magico viene sbalzata indietro nel tempo e dovrà cambiare il corso della storia.) A questa voce potreste aggiungere tutti i dettagli che vi vengono in mente, Fate un riassunto della storia, o di quello che ne sapete. Più dettagli conoscete e meglio è. In questa fase della scrittura non dovete fare altro che “guardare il film” della vostra storia e appuntarvi le tappe salienti.

Alla domanda “chi” andate e rivedere gli identikit dei personaggi che avete già creato o inventatene degli altri. Fate una lista di tutte le persone che saranno presenti nella vostra storia, quelle principali e secondarie.

Notate bene, nessuno vi vieterà, durante la stesura vera e propria, di aggiungere o eliminare altri personaggi. Le idee vengono scrivendo e il prodotto finale potrebbe essere molto diverso da quello che state creando ora.

L’ambientazione: dove e quando?

La risposta alla domanda “come scrivere un libro” sta anche nella scelta dell’ambientazione. “Dove” e “quando”? Possono essere un luogo e un tempo reali o immaginari, potreste creare voi una storia mondiale immaginifica come ne Il signore degli anelli o inventare eventi immaginari nella storia reale, come la fondazione di Macondo in Cento anni di solitudine.

Non devono essere un tempo e un luogo unico, ma potete coprire molti anni e molti eventi, i vostri personaggi possono viaggiare, o potreste raccontare di storie parallele in luoghi e tempi diversi, come in Tutto è illuminato, il libro che sto leggendo in questo momento. La storia si svolge su due livelli narrativi e l’autore alterna capitoli ambientati in uno shtetl nell’Ucraina dell’Ovest nel Diciottesimo secolo ad altri negli anni Novanta in viaggio su strade dissestate.

Rivedendo i miei appunti di tanti anni fa, nel quaderno dalla copertina verde dedicato all’amuleto di giada, ho scritto “Dove: Venezia – Impero Asburgico – Parigi” Quando: “Negli anni 2010 per Athena nel presente, Dal 1786 al 1797 per Athena e/o Jean nel passato”. Come vedete, ho voluto dare molto spazio temporale e spaziale ai miei personaggi per intrecciare la storia vera della Rivoluzione Francese e della caduta della Serenissima Repubblica di Venezia all’elemento magico del viaggio nel tempo.

Dare tono e obiettivo alla storia

L’ultima voce dovrebbe essere “Come”, ovvero “come voglio scrivere un libro e come farlo al meglio” . Qui dovreste appuntare il tono della storia, espresso dal punto di vista o focalizzazione, dal narratore e dalla persona. Anche questi possono essere multipli, sebbene consiglierei agli autori alle prime armi di usarne solo un tipo per storia. Con la pratica potrete poi sbizzarrirvi con le tecniche più inusuali. Parleremo di questo nel prossimo articolo!

A questo punto potreste aggiungere una domanda facoltativa. Cosa voglio dire? Perché scrivo questo libro? Questi interrogativi vi aiuteranno a tenere bene a mente lo scopo del vostro lavoro e soprattutto il messaggio che volete dare ai lettori. Potreste voler lanciare un messaggio sociale, o far conoscere un periodo storico, o semplicemente intrattenere e far sorridere chi vi segue. Questo è un punto del tutto personale, ma è anche la vostra arma.

Scrivi tutto ciò che sai: ogni storia comincia con le idee. E poi abbi fede: la fede in te stesso è qualcosa di cui hai bisogno.

Neil Gaiman

Una buona storia ha una struttura ordinata: la scaletta

Come scrivere un libro
La scaletta è uno strumento utilissimo per non perdere la motivazione e per avere sempre il sentiero da seguire davanti a sé

Ora voltate pagina del quaderno o prendete un altro foglio bianco e create una fantastica… scaletta. A prescindere dal fatto che amo le scalette (mi danno un senso di rigore e solidità, le ho sempre usate per studiare per gli esami dell’università e per scrivere), sono un strumento davvero utile per fare mente locale. E, soprattutto, per dare ordine. Ricordate: una buona storia ha una struttura ordinata. Altrimenti, il lettore non ci capirà nulla.

Potete usare anche mappe concettuali, schemi a ragno o ciò che volete: l’importante è avere una visione concreta del vostro progetto. Credetemi, dare vita al vostro romanzo partendo da un oggetto visivo (in questo caso carta e scaletta) vi darà sicurezza, una tabella di marcia da seguire e, soprattutto, darà concretezza al vostro lavoro. Avercelo solo in testa ci fa procrastinare e, se le idee svaniscono, diamo la colpa al blocco dello scrittore. Se invece sapete dove state andando e quale è il vostro prossimo passo, il lavoro sarà molto più fluido e continuo.

Provare per credere.

Come si stila una scaletta? Macro parti e capitoli

Quello che faccio io è suddividere il libro in macro parti (se notate tutti e tre i libri de L’amuleto di giada sono divisi in 3 parti; mentre il nuovo romanzo al quale lavoro correntemente è diviso in cinque parti). Di ogni parte annoto cosa succede e quando finisce (es. la parte prima de L’amuleto di giada finisce non appena Athena compare nel Diciottesimo secolo, la seconda con la fuga da Venezia, la terza con… beh, non posso dire tutto!). Poi, in ogni parte scrivo quanti capitoli voglio che ci siano all’interno e cosa succede in essi (questo lo scrivo in un paio di frasi: es. Parte prima, capitolo 4: Athena è nel Diciottesimo secolo e non si rende conto di cosa stia succedendo, casa sua non c’è più, passa la notte all’addiaccio, incontro con Jean). E così avanti fino all’epilogo.

Notate bene, vi ricordo che questa è solo una bozza! A un certo punto della stesura i personaggi possono decidere di fare di testa loro. In caso questo avvenga sareste costretti a fare delle modifiche, a inserire nuove persone o ad eliminarne delle altre. Questo non è un problema: create la scaletta per avere un filo conduttore ma ricordate che voi siete il Demiurgo della vostra storia e che potete cambiarla quando volete e come volete!

Un altro metodo interessante, sebbene moooolto rigido, che ho trovato online e che vorrei provare per il prossimo romanzo è questo: il metodo del fiocco di neve.

Ricapitolando: come scrivere un libro

  • Create cinque o sei domande e rispondetevi (Cosa, chi, dove, quando, come, quale è lo scopo);
  • Dividete il progetto in macro parti e in ogni parte in tot capitoli, annotate brevemente cosa accadrà in ogni capitolo;
  • Ricordatevi che ogni storia può allontanarsi dal progetto principale e che questo non è un problema;
  • Esplorate nuove tecniche di stesura o create la vostra personale, fino a quando non troverete quella perfetta per voi.

Ora che avete il vostro progetto, non vi resta che iniziare a costruire la casa.

Voi conoscete altre tecniche? Fatemi sapere nei commenti.

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