• Rinascere

    In attesa di rinascere – Donne che emigrano

    L’inverno come quel momento di introspezione totale, in cui ci chiudiamo al mondo per fare un bilancio, un “sto bene o non sto bene”, per seminare progetti futuri, coprirli con la terra, annaffiarli e aspettare che diano i loro frutti. Un momento per stringersi insieme, per darsi forza e calore nel letargo apparentemente inutile ma necessario alla ricarica del corpo, della mente, dei progetti e, soprattutto, dei nostri legami, che sono il concime della vita.

  • Donne che emigrano all’estero – MI SONO TRASFERITA NELL’IGNOTO E ME NE SONO INNAMORATA

    In uno degli ultimi articoli ho parlato dello shock culturale dopo l’atterraggio a Kiev direttamente dalla Cina, della pace, della tranquillità, del cielo pulito dopo aver vissuto per quasi due anni in una metropoli di 18 milioni di abitanti. Ormai è passato un po’ di tempo, ma ancora mi sorprendo quando i corrieri dell’APP Taobao non mi travolgono con le loro motorette o per il fatto che nessuno mi fa foto di nascosto mentre sono seduta in metro. Continua a leggere su Donne che emigrano all’estero

  • Donne che emigrano all’estero: Cambiare continente e rivedere il cielo!

    Mi sveglio lenta, la lunga dormita dopo quasi 48 ore di veglia e un viaggio intercontinentale mi ha lasciata un po’ intontita, ma rigenerata.
    La prima cosa che faccio è tirare le tende della grande finestra per guardare il cielo.

    Rimango qualche attimo in contemplazione, era da tanto che non lo vedevo così blu e intenso.

    Annuso il profumo di verde, poi vado a farmi il caffè. Lo bevo distesa sul divano mentre leggo gli articoli dei miei magazine preferiti, adesso accanto alla finestra del salotto: larga, aperta, dalla quale si vede il cielo ed entra la fragrante aria estiva. È agosto nel momento in qui scrivo queste righe, ma non c’è afa, si sta da Dio.

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  • Shangrila

    Un viaggio sull’altopiano tibetano, il tetto del mondo, alla scoperta del monastero di Shangri-la.

    Articolo originale pubblicato per “Gli scrittori dell porta accanto”

    Se vi dicessero che in un luogo lontano da qui esiste un mondo nel quale il tempo può essere rallentato, cosa fareste? È questo quello che si chiede Conway, il giovane console dell’Impero Britannico, ne L’orizzonte Perduto (titolo originale Lost Horizon) di James Hilton.
    In questo breve romanzo del 1933, l’autore inglese narra le avventure di Conway e dei suoi tre compagni per caso, Miss Brinklow, una suora missionaria, Barnard, un ricercato americano, e il Capitano Mallinson, vice-console; una storia apocrifa in cui la voce narrante, personificata da Rutherford, ci riporta le memorie raccontate dal console prima della sua amnesia.

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