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    Scrivere l’incipit di un romanzo: una promessa di piacere

    Saper scrivere un buon incipit è una forma di maestria. Momento più delicato dell’intera stesura del romanzo, è suo il compito di far appassionare il lettore fin da subito. Oggi vi spiegherò le tecniche più gettonate e vi illustrerò il modo in cui alcuni grandi autori hanno convinto i lettori a leggere i loro romanzi.

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    Come creare idee per la scrittura

    Eccoci qui con il nostro terzo appuntamento. In questi giorni l’Italia intera è piena di restrizioni e si è costretti a stare a casa. Un buon modo per combattere il disagio, la noia e la depressione è scrivere. Perché, allora, non cominciare un bel progetto o riprendere quello lasciato a metà tempo fa?

  • Il solito giovedì sera

    È il solito giovedì sera, c’è la solita festa latina. L’afoso caldo dei tropici sta a pennello con quelle note che sanno di appiccicoso. Il locale è affollato, rendendo tutto ancora più vischioso. Scivoloso. “Oso” scorre sensuale tra le gocce di sudore dei ballerini, chi più chi meno capace, ma tutti lì per divertirsi. La bachata è fatta per essere ballata in coppia, per stringersi le mani, le gambe, i corpi, le mani di lei che si mischiano alla traspirazione sul collo di lui, le dita di lui che si inzuppano sulla maglietta di lei. Schifoso.

  • Il mio viaggio nella scrittura

    Come nasce un libro?

    Più che una pagina di ringraziamenti, questa vuole essere la storia de “L’amuleto di giada”: tre libri che hanno colorato diversi anni della mia vita, da quel pomeriggio durante il secondo anno di università. Era una giornata di primavera e io ero nella cameretta di un appartamento condiviso con altre tre ragazze e riflettevo su una storia che volevo scrivere da anni. Ho aperto il PC e ho buttato giù la bozza di quattro capitoli del tutto diversi da quelli a cui stavo pensando e da quelli che sarebbero poi stati pubblicati, tranne per l’incipit: quello era lo stesso della mia immaginazione e ora è lì sulla carta del primo romanzo.

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    Romanzo: Memorie – La Serenissima tradita

    A distanza di 5 anni dalla pubblicazione del primo volume della trilogia de “L’amuleto di giada” ecco fresco fresco di stampa l’ultimo: Memorie.

    Sinossi di Memorie – La Serenissima tradita

    2018: una donna scomparsa da tempo riappare in Campo San Tomà, a Venezia, con indosso abiti del Settecento, provocando sgomento in chi la credeva oramai morta. Lei stessa non ha memoria di dove abbia trascorso gli ultimi 8 anni, fino a quando una tomba nel cimitero sull’isola di San Michele le ricorda cosa le sia successo. Si ritroverà davanti a un bivio: ritornare al suo passato nonostante i pericoli o continuare la propria vita ora che, finalmente, è a casa?

    1793: sulla Serenissima Repubblica incombe l’ombra di Napoleone. La “regina di quattordici secoli” è al suo epilogo: sullo sfondo del declino di Venezia prima dell’arrivo di francesi e austriaci, si snodano le trame di chi vuole salvarla e di chi, invece, inneggia al progresso e alla rivoluzione; di chi ha perso tutto e prova a ritrovare la speranza e lo scopo della propria esistenza e di chi, invece, la vive fin nel dolore e nella felicità più profondi.

    Terzo e ultimo capitolo de “L’amuleto di giada”, “Memorie” narra della caduta di una gloriosa Repubblica e dell’esistenza di tutti noi, allora come oggi.

  • La strega era morta

    La strega era morta

    La strega era morta. Nessuno l’aveva mandata al rogo, nessuno l’aveva condannata. Tranne se stessa: la strega si era uccisa da sola.

    Eris aveva visto il corpo penzolare dal cappio, con il viso tumefatto e la lingua di fuori. Gli occhi strabuzzati guardavano di sbieco il mondo, come per maledirlo per l’eternità.

    «La strega è morta!» Aveva gridato qualcuno. La strega non era stata condannata da nessuno, la strega era morta di solitudine.