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    Visitare Canton in Cina

    Esattamente un anno fa ero nel Sud Est della Cina, nell’imponente Canton, conosciuta anche come Guanzghou 广州. Ad aprile di solito fa già caldissimo ma io andavo comunque a lavoro a piedi perché odio i mezzi affollati. Nella seguente foto sono sul ponte “Guangzhou Daqiao”广州大桥 in procinto di attraversare il Fiume delle Perle 珠江, che ha una portata 10 volte superiore al Po. Alle mie spalle si vede il profilo di Zhu Jiang New Town 珠江新城, la zona finanziaria della città, con grattacieli alti fino a 530 metri e bar al 99 esimo piano. Canton fa parte della conurbazione urbana più grande del mondo nella quale abitano 46 milioni di persone: la megalopoli sul delta delle Fiume delle Perle, che include Dongguan 东莞, Foshan 佛山, Zhongshan 中山 e la futuristica Shenzhen 深圳.

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    Viaggio sola: Angkor Wat e Battambang

    È passato molto tempo da quel viaggio, dai 40 giorni in Asia da sola. Eppure, quando sarebbe un momento migliore per ricordarlo se non ora che sono – siamo –  chiusi in casa, in quarantena, senza sapere quando tutto finirà, quando potremmo tornare a riabbracciare i cari e a viaggiare?

    Non ci resta che spostarci con la fantasia, con i libri, con la scrittura.

  • Yunnan: La gola del salto della tigre e Dali

    Andare in Yunnan ad agosto è una pessima idea per vari motivi: primo perché essendo stagione delle Grandi Piogge, piove tutto il giorno, rovinando il soggiorno o comunque impedendo di accedere a vari posti, come il Monte Nevoso del Drago di Giada e al trekking lungo la Gola del Salto della Tigre, ad altissimo rischio frane; secondo perché ad agosto sono tutti in ferie e un miliardo e mezzo di persone che si spostano non è uno scherzo.

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    Viaggio in Cina: Yunnan, Shangrila e il Tibet

    Dopo il capoluogo Kunming e la città ai piedi dell’Himalaya Lijiang, è stato il tempo della mitica Shangrila.

    Questo nome non vi suona nuovo? È quello usato da James Hilton in “Orizzonte perduto”, per l’ambientazione della storia di un monastero nel quale i monaci arrivano fino a duecento e oltre anni d’età.

  • Quattro giorni in Bengala India

    Uno dei più grandi vantaggi del viaggiare, neanche a dirlo, è la possibilità di conoscere persone da tutto il mondo e di vivere situazioni che altrimenti non ti sarebbero capitate, come finire in un matrimonio in Bengala, in India, per esempio.

  • Viaggio in Gansu, Cina Occidentale

    Dopo 19 ore di viaggio e una (quasi) bella dormita nella cuccetta di un treno, mi sono risvegliata a Lanzhou 兰州, la città più inquinata del pianeta e capitale del Gansu 甘肃, schiacciata tra due catene montuose e distesa lungo il bronzeo Fiume Giallo 黄河. Antica città commerciale sulla Via della Seta, è tutt’ora un crocevia di diverse culture con le sue moschee e gli Hui 回民 – l’etnia musulmana – i templi lamaisti, le grotte buddhiste e, soprattutto, il triste, squallido aspetto tipico delle città cinesi contemporanee.

  • Viaggio in Mongolia interna e Shanxi

    Dune, steppa e Buddha sotto lo zero: le grotte di Yungang e il deserto del Gobi

    Cosa fai quando fuori ci sono 10 gradi sotto lo zero, aria irrespirabile per lo smog, dovresti studiare ma non ne hai voglia e passeggiare per le strade di Pechino potrebbe farti venire un cancro fulminante? Vai nel deserto!

  • Viaggio in Shangdong: Taoshan e Qufu

    L’Oriente è rosso: il sacro Monte Tai e passeggiata nel paese Natale di Confucio

    Taishan 泰山

    La più venerata tra le cinque montagne sacre del Taoismo, sulla vetta della quale Confucio pronunciò la famosa frase «Il mondo è piccolo» e il presidente Mao «L’Oriente è rosso.»

    Io ho pensato «Respira!» e finalmente ne avevo l’occasione, avrei potuto ripulire i polmoni dallo smog di Pechino che in quei giorni stava raggiungendo livelli altissimi, tanto che la visibilità era ridotta a pochi metri e io faticavo a respirare anche in camera. (Si dice che in questi casi, lo smog abbia lo stesso effetto di 70 sigarette al giorno. Bene.)

  • Il tratto più bello della Grande Muraglia Cinese

    Il simbolo della Cina

    Dal Liaoning a nord-est al deserto del Gobi nel nord-ovest, dal VII secolo a.C. a oggi, il simbolo della Cina rimane sempre lo stesso: la Grande Muraglia 长城 (Chang Cheng in cinese). Diroccata, ricostruita, pericolante, scintillante, lei è lì a mostrare la grandiosità del Regno del Centro. Inizialmente era composta soltanto da una serie di bastioni, poi uniti dal primo imperatore Qin Shi Huangdi (il creatore dell’esercito di terracotta) per difendere il suo impero dai barbari del Nord. Fu estesa sotto gli Han fino al deserto e rinforzata nei secoli sino alla dinastia Ming (XIV-XVII secolo), costando migliaia di vite di costruttori, contadini, prigionieri e soldati. Non sempre portò a termine il suo compito e la Cina vide come capi i barbari Jin, i mongoli di Gengis Khan, i Manciù dal nord-est.