Viaggio in Laos 3: le 4000 isole

* Memorie di viaggio * Dove si viene per essere dimenticati: le 4000 isole

Dopo Champasak, l’ultima tappa del Laos è stata Siphan Don, le 4000 isole, la maggior parte delle quali affiora soltanto durante al stagione secca. Un furgoncino mi ha portato, insieme a vari backpackers, in questo paradiso nel mezzo del Mekong, nell’estremo sud del Laos e al confine con la Cambogia, un luogo abbastanza turistico ma ancora incontaminato. Per quanto ancora? La ricchezza del Laos sta proprio in questo: in pochi ci vanno, tutti preferiscono la Thailandia e, da qualche anno, la Cambogia e il Vietnam. Forse dovrei tenermi questa perla orientale per me, ma non resisto. In Laos ci si sente più vivi che altrove, e allora lo racconto.

Don Det, l’isola che ho scelto, è fuori da ogni coordinata.

Il Mekong tra le 4000 isole

Minuscola, senza una strada e senza case, si trovano solo bungalow per turisti all’inizio dell’isolotto, e poi bungalow per gli abitanti più in là verso sud. Ne ho prenotato uno tutto per me, con tanto di amaca sul terrazzino, per soli 3 dollari a notte (anche qui non c’è l’acqua calda, come nella maggior parte dei luoghi nel sud-est asiatico, ma non serve davvero.)

Un sentiero polveroso costeggia il margine dell’isola, percorribile solo a piedi o in bici, con assi di legno pericolanti per attraversare le buche (una notte, al buio – non c’è neanche l’illuminazione stradale – ci stavo per cadere dentro). È abitata da maiali, cani e un numero impressionante di bambini e galline che saltellano dovunque, anche sulla mia amaca mentre scrivo queste parole.

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Don Det è unita tramite un ponte all’isola disabitata di Don Khon, anche questa visitabile in bici. Non c’è nulla, solo un’antica ferrovia sulla quale passava un primitivo treno coloniale per il trasporto delle merci dal Mekong al Laos, ora in disuso, e poi, oltre le acque abitate dai delfini rosa, la terra dei Khmer. Ma c’è tutto: sabbia, vegetazione incolta e quasi invalicabile, acqua, cascate, qualche bungalow adibito a ristorante.

Le cascate a Don Khon

Pedalando tra le 4000 isole

Serate Hippy

A Don Det, invece, è possibile conoscere giovani backpacker da tutto il mondo con i quali bere birra sulle terrazze lignee all’ora del tramonto, qui rosa e oro, diverso da quello di Luang Prabang e Vientiane; o sessantenni hippie i quali, dal lontano Occidente, si ritrovano intrappolati su quest’isola senza corrente e senza nulla, fumano persi nei loro sogni di ribellione e natura, le più grandi emozioni sono la nascita di cuccioli e l’alba che sorge dall’altro lato dell’isolotto. Sono arrivati qui 40 anni fa, senza neanche sapere cosa fosse esattamente il Laos, ora hanno dei bungalow per turisti dove si ritrovano nelle calde e brevi sere invernali, e tra una boccata e un sorso ricordano vagamente cosa sia l’Occidente.

Questa è Don Det, un luogo immaginario dove si raccolgono storie e si sorseggia birra Lao, si sta su un’amaca tra galline e bambini ad ascoltare racconti di un’Occidente lontano, ma soprattutto è un posto dove si viene per essere dimenticati, osservati dal sole che cala e sorge sulle 4000 isole emerse, brucia le nuvole e fa compagnia a chi si è perso qui, per sempre.

I tramonti più belli li ho visti in Laos

Cosa vedere nelle 4000 isole

  • La natura

Si possono fare tante attività all’aperto: camminare, pedalare, fare rafting, andare a vedere i delfini rosa nel Mekong, fare amicizia, parlare.

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Tempio in Laos