Viaggio in Hunan, Cina: la funivia più lunga del mondo

Tianmen Shan: viaggio oltre le nuvole, la Cina incredibile

Se vi è mai capitato di vedere video di una funivia che sale fin dentro le nuvole o di gente terrorizzata che viene trascinata su un ponte di vetro sospeso sul nulla, dovete sapere che questo posto esiste ed è in Cina ovviamente, dove si dilettano a creare le cose più estreme. Nel Sud Ovest del Paese, nella provincia dello Hunan 湖南, al confine con la provincia del Guangxi 广西, nella sperduta cittadina di Zhangjiajie 张家界si possono provare esperienze forti nel parco di Tianmenshan 天门山 – La montagna delle porte celesti – fuori della città di Zhangjiajie, da non confondersi con il Parco Nazionale Forestale di Zhangjiajie a Wulingyuan 武陵源, ovvero il parco di Avatar (a 40 km da qui).

Come arrivarci

La città è raggiungibile in aereo o con il treno lento (io ci sono arrivata con il treno notturno da Canton 广州in 13 ore), mentre l’ingresso alla funivia che vi porterà direttamente sulla cima della montagna è a 10 minuti a piedi dalla stazione centrale. Tre sono le opzioni: salire in funivia e scendere in bus; salire in bus e scendere in funivia o fare andata e ritorno in autobus. L’ingresso costa 258 RMB, poco più di 30 euro, mezzi di trasporto inclusi. Avvertenza: se soffrite di vertigini non ci andate! Per quanto il tutto sia spettacolare e irripetibile, una volta lì ve ne pentirete. E ve lo dice una che non riesce neanche ad affacciarsi al balcone di casa.

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Ad ogni modo una mattina, dopo 3 giorni trascorsi a vagare tra le colonne di roccia frastagliata nel parco di Avatar a Wulingyuan, con un bus di linea di soli 13 RMB (meno di due euro), ho raggiunto Tianmenshan in una mattina nuvolosa, che sarebbe il tempo perfetto per visitare questo luogo.

La funivia del terrore

Avvertenza due: anche se è estate, portatevi un golfino o un impermeabile, o entrambi. Dalla città alla cima ci possono essere anche 10 gradi di differenza.

L’adrenalina (o il terrore, a seconda dei punti di vista), cominciano sin da subito, da quando la cabina della funivia esce dalla stazione a tutta velocità, per poi continuare a percorrere i restanti, infiniti sette chilometri e mezzo (!!!) salendo fin sulla cima della montagna con un’inclinazione, in alcuni punti di 70 gradi (quasi in verticale, per intenderci), per un dislivello di 1200 metri. E sì, le cabine, alla fine, entrano davvero nelle nuvole cancellando quel panorama di abissi e burroni ammantati di verde che tanto possono eccitare qualcuno quanto far morire di paura un altro. Se non avete la fobia dell’altezza, come dice il depliant, “potrete sentirvi come angeli che volano al di sopra del paesaggio che cambia forma come un caleidoscopio.”

Sullo strapiombo

Il percorso nel parco, lungo quasi 11 km, è percorribile in un solo giorno, al contrario di Wulingyuan, e qui non sono presenti pinnacoli di roccia. Dalla stazione della funivia si può scegliere di andare a destra o a sinistra, sul sentiero scavato sul lato della montagna, totalmente esposti sul nulla e protetti soltanto da un corrimano, immersi nelle nuvole e nell’umidità che avvolgono come della panna su una torta.

Lo scenario è tutto bianco, tranne nei momenti in cui una folata improvvisa di vento sposta le nuvole e lascia intravvedere il nulla oltre il basso parapetto. I turisti si divertono a gridare al vento e alle rocce e l’eco rimbalza sulle ripide coste attenuate dalla foschia. In due punti si può accedere alla passerella di vetro per provare l’emozione del niente sotto i piedi per centinaia di metri in altezza. Per i coraggiosi, è uno spasso vedere le persone come me camminare attaccati alla roccia fregandosene del panorama e pregando solo di non morire lì su.

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Se non si ha voglia di camminare, si può raggiungere l’altro lato della montagna con un altra funivia, fatta a mo’ di altalena per due persone, che trasporta sul vuoto. No, grazie, almeno dal sentiero non posso volare giù. Forse.

Una volta superati i tratti in vetro, la vera attrazione del parco, le masse di turisti arrivati con i tour organizzati tornano indietro e si può godere di un po’ di pace. Sul punto opposto all’uscita della funivia sorge il monastero buddhista di Tianmen 天门, dove si può pregare per una vita sana e prospera.

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Sfido le vertigini

Prima di scendere dalla montagna, in un impeto di coraggio, ho fatto delle deviazioni nei punti meno visitati, per ritrovarmi infine su una passerella di legno sulla cima più alta, sprofondata tutta in una fitta caligine lattiginosa che mi impediva di vedere persino il sentiero sotto di me. All’improvviso si è alzata una raffica di vento così forte che per un attimo ho pensato di poter spiccare il volo, la visuale si è finalmente aperta sul tormentato mondo intorno, bagnato dalla pioggia e sferzato dal vento, vette e burroni distesi fino all’orizzonte da un lato, la città grigia dall’altro. L’altezza e l’aria rarefatta e la bellezza concentrata mi provocavano il giramento di testa in quel punto in cui il resto del mondo era annullato dalla forza di Madre Terra.

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Dentro la panna!

La discesa fa ancora più paura della salita

Per raggiungere la stazione dei bus si prendono delle scale mobili create all’interno della montagna. No, non sto scherzando. Per intrattenere i visitatori vi sono immagini e video di acrobati che fanno equilibrismo, paracadutismo e altri sport estremi tra quelle vette spaventose. A metà strada, dopo 15 minuti di scale mobili, si esce dal tunnel per visitare la grotta di Tianmen, un foro gigantesco nella roccia.

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La grotta di Tianmen, un foro naturale di alcune centinata di metri
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Gradini difficili da scendere

Da qui si può continuare la discesa con altre scale mobili (prezzo 38 rmb, 4 euro) o scendendo qualche centinaio di gradini, anch’essi con un’angolazione quasi verticale come la funivia. Una volta tornati giù vi aspettano 99 tornanti da percorrere in autobus, che vi faranno pregare il cielo per 99 volte ad ogni curva in cui vi sembra che la vettura possa rotolare giù nel vuoto da un momento all’altro.

Tianmen è un’esperienza adrenalinica e indimenticabile, emozionante, che vi mostra quanto Madre Natura si sia sbizzarrita nelle sue creazioni.

Se non soffrite di vertigini.

Curiosità

Si dice che il secolo scorso per 4 volte dalla cima della montagna, a un’altezza di 1500 metri, sia comparsa una cascata d’acqua della durata di 15 minuti. La prima volta fu nel 1949, quando venne fondata la Repubblica Popolare Cinese, la seconda alla morte di Mao Zedong nel 1976, la terza nel 1989, anno della soppressione violenta della rivolta di Tiananmen a Pechino, e l’ultima nel 1998, quando nel Regno del Centro ci fu una grande inondazione.

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Alcuni dei 99 tornanti

Cos’altro vedere in Hunan:

Il Parco Nazionale Forestale di Zhangjiajie a Wulingyuan (Le montagne di Avatar!), con la poco lontana Grotta del Drago Giallo Huanglongdong 黄龙洞 (labirinto di cascate e fiumi sotterranei) e l’immensa grotta di Jiutiandong;

La città antica di Fenghuang 凤凰,

Dehang 德夯, parco geologico nel quale visitare l’omonimo paesino patria della minoranza etnica Miao e le cascate di Liushan;

Shaoshan 韶山, la città natale di Mao;

Changsha 长沙, il capoluogo dello Hunan dove mangiare il tofu puzzolente e visitare il faccione enorme del giovane Mao sull’isola della arance;

Hengshan 衡山, la più meridionale tra le montagne sacre del taoismo.

Foto di ig@eugene.khablenko

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