Le montagne di Avatar a Zhangjijajie, Cina

One step to Heaven – A un passo dal Paradiso

Nel Sud-est della Cina, dove la natura si è già lasciata alle spalle le sembianze da dipinto di epoca Song, con i monti rocciosi persi tra nuvole ricciolute e cedri che sbucano sull’infinito, Madre Terra prende forme tanto impensabili che registi come Cameron hanno deciso di girarvi film ambientati su altri pianeti: ciò accade nel Parco Nazionale Forestale di Zhangjiajie 张家界国家森林公园, non lontano dall’omonima città, nella provincia dello Hunan 湖南.

Viaggiare in treno

(in fondo all’articolo l’itinerario dettagliato del Parco)

Nonostante la sua bellezza, (uno dei luoghi più affascinanti della Cina insieme a Jiuzhaigou 九寨沟 e Huanglong 黄龙), viene di solito tralasciato da chi viaggia nel Regno del Centro, forse perché lontano migliaia di chilometri dalle città più gettonate, come Pechino, Shanghai e Hong Kong. Si può tuttavia raggiungere in aereo o in treno (lento). Da Canton ho preso un treno notturno, cuccetta dura, di quelli che piacciono a me, dove stai in mezzo a tante altre persone, paghi poco, e puoi trascorrere il tempo a guardare film sul PC come se fossi sul divano di casa, per poi svegliarti (dopo 13 ore di viaggio) con i raggi rossastri dell’alba che illuminano la ritrovata natura, lontana chilometri e chilometri dalla metropoli.

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Il buongiorno si vede dal treno

Il parco nazionale

Da Zhangjiajie 张家界, si raggiunge il paesino di Wulingyuan 武陵源 con uno dei frequentissimi bus che partono dallo spiazzale di fronte alla stazione dei treni, in 45 minuti di cielo azzurro e profumo di verde, che dopo mesi trascorsi in una super metropoli tropicale e inquinata, sembra di essere nell’Eden. Il bus costa solo 13 RMB, meno di 2 euro. A Wulingyuan è pieno di hotel e ostelli che vanno dal lussuoso all’economico; non serve dormire all’interno del parco poiché il villaggio consta di 4 o 5 strade e in 10 minuti a piedi si raggiunge l’entrata principale. Il biglietto è di 228 RMB, circa 30 euro, e ha una validità di 4 giorni. Infatti il parco è immenso e verrebbe da starci una settimana. Come tutto in Cina, è strutturato per fare la meno fatica possibile: gli autobus collegano quasi tutte le zone principali, costeggiando le oltre 3000 colonne di roccia frastagliata che sembrano arrivate direttamente da un pianeta alieno.

Dove non arrivano le ruote, ci sono le funivie (non incluse nel prezzo, 72 RMB l’una, quasi 10 euro) e l’ascensore esterno più alto del mondo (62 RMB, 8 euro), tutto in vetro, creato dentro la montagna e che porta su per 326 metri in mezzo alle rocce di Avatar. Infine, l’intera zona è attraversata da sentieri a gradini, come piacciono ai cinesi, immersi nel silenzio e nei boschi che ammantano il parco, lontanissimi dalla folla che si accalca negli autobus e nei punti più famosi per godere del paesaggio.

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Non è un posto indicato per chi soffre di vertigini

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Ma ne vale la pena, oh sì
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I miei polpacci gridano aiuto

Il viaggio ai tempi del consumismo (cinese)

Qui bisogna aprire una parentesi: nell’immaginario del cinese medio (be’, è un po’ così in tutti i Paesi, no?) la vacanza è un luogo dove farsi trasportare qui e lì senza stancarsi né fisicamente né mentalmente. La maggior parte dei turisti, quindi, viaggia in gruppi organizzati e viene scorrazzata in giro in bus (nel quale una vocina elettronica avvisa a ogni tornante di tenersi stretti), correndo da un punto più famoso all’altro. Gli spot scenici più noti sono zeppi di persone schiamazzanti che si accalcano per fare foto, persino chiedendovi di spostarvi mentre vi godete il panorama, e che danno alle scimmie gelati e merendine confezionate per fargli dei video (video nei quali riprendono anche gli stranieri, come fossero animali allo zoo).

Una via di fuga c’è, però: per assaporare appieno la montagna e la natura basta imboccare il primo sentiero e lasciarsi guidare su alle cime che si aprono sull’abisso di rocce verticali fino al cielo, dove l’unico suono è quello del vento che smuove gli alberi. In alcuni punti la camminata è davvero faticosa e dopo tre giorni di sali e scendi avevo i polpacci devastati, ma Zhangjiajie vale ogni singola goccia di sudore, ogni crampo, ogni dolore fisico.

Il grembo di Madre Terra

A Zhangjiajie si ritorna nel grembo di Madre Terra e se ne scoprono le forme più strane più pretenziose, come se in un moto di creatività avesse voluto sperimentare un disegno nuovo, uno spazio tutto diverso e distaccato dal resto del mondo, uno spazio che profuma di pini e ha per soggetto colonne strette alla base e larghe in cima, alte cinquecento, seicento metri, che si tengono su sin dalla notte dei tempi sfidando le leggi della gravità, in barba alla loro stessa creatrice; ponti e archi naturali, boschi di roccia, e quando le nuvole scendono, sembra che le cime dei pinnacoli avvolti dalla nebbia galleggino nell’aria. Persino le scimmie selvatiche che popolano il Parco di Zhangjiajie non si curano della gravità e saltano da un albero all’altro sopra i burroni profondi centinaia di metri.

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Sopra l’Universo
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Tianbo Mansion raggiunta dopo una scalata sui gradini sospesi sul burron

L’Universo ai miei piedi

Chi soffre di vertigini, come me, deve pensarci due volte prima di andare al parco di Zhangjiajie, o farsi accompagnare da qualcuno che ci sorregga nei momenti di disperazione, quando si cammina su un lato della roccia, esposto sul nulla, con il giramento di testa e le gambe molli e si è tormentati dalla voglia di spiccare il volo e sorvolare tutto quel mare di verde che culla la pietra; di qualcuno che ci faccia coraggio quando il sentiero diventa gradini di ferro che salgono in verticale lungo la roccia e direttamente sullo strapiombo; di qualcuno che ci incoraggi quando, dopo ore di scalata lungo le migliaia di gradini che costellano il parco, manca solo l’arrampicata verso la cima più bella di tutto il parco, ma anche la più desolata perché irraggiungibile se non dopo ore di fatica e sudore: da qui si può godere di tutto l’Universo che si stende ai propri piedi, dei pinnacoli al di sotto, dell’oceano verde che sfuma nell’infinito del cielo, del fluire della creazione sotto la pelle e che diventa un tutt’uno con noi. Da qui siamo a un solo passo dal Paradiso.

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La cima One step to Heaven – A un passo dal Paradiso

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Possibili itinerari:

Il mio consiglio è di stare a Zhangjiajie almeno 3 giorni.

Giorno uno:

Dall’ingresso nel villaggio si prende l’autobus fino all’ingresso della funivia per Tianzi; visita a piedi di Tianzi e poi discesa della Ten mile natural gallery a piedi (l‘ultimo tratto è percorribile in trenino, 38 rmb, 5 euro); oppure da Tianzi continuare con il bus fino a Yangjiajie, il tratto più lontano, isolato e duro, ma anche il più spettacolare perché immerso nei boschi e con cime e pinnacoli che sembra di poter toccare Dio. Al lato Ovest si può raggiungere One Step to Heaven in una camminata di 4 chilometri o l’Air Corridor in una di 9, sul lato Est la Tianbo Mansion che si conquista con l’arrampicata sulle scale di ferro sospese al lato del burrone. Infine, discesa con con la cableway prima e il bus dopo fino a Laomo Wan. Da lì in 5 minuti a piedi si raggiunge l’ingresso di Zhangjiajie National Forest Park dove si possono prendere un taxi o un bus cittadino fino al villaggio.

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Ponte naturale a Tianzi

Giorno due:

In bus fino a Water Winding Four Gates, da lì una navetta in pochi minuti porta alla base del Bailong Elevator, l’ascensore esterno più alto del mondo, per visitare la zona di Yuanjiajie, la parte più turistica, con gli scorci più conosciuti del parco, le scimmie aggressive che elemosinano merendine e le orde di turisti che fanno loro dei video. Qui è possibile vedere punti spettacolari come il ponte di roccia naturale e i pinnacoli dai quali Cameron ha preso spunto per creare le montagne sospese in Avatar, in un giro circolare attorno al lato della montagna, sospesi sul nulla. Al ritorno si può riprendere l’autobus o discendere qualche chilometro fino al Huangxi River, il fiume della frusta dorata, rilassarsi lungo la riva e raggiungere infine Laomo Wan (ritorno a Wulingyuan come il giorno uno).

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Dal bus

Giorno tre:

Si può visitare il villaggio di Huangshi, raggiungibile in funivia, e poi Yangjiajie, se non si ha avuto il tempo o il coraggio di farlo il primo giorno. Di nuovo discesa in funivia o a piedi fino a Laomo Wan.

E poi? E poi visite estreme alla Tianmen Mountain 天门山, nella città di Zhangjiajie!

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Foto di ig@eugene.khablenko

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La gioia