Faust – Cenere alla Cenere

FAUST – CENERE ALLA CENERE

FINALISTA DELLA X EDIZIONE DEL PREMIO GIOVANE HOLDEN SEZIONE ROMANZI EDITI

COPERTINA faust - 副本

Sinossi:

Cos’è l’abisso umano se non l’effimero vituperio dell’arte? Il marchio della dannazione scava negli anfratti degli incubi, siede sul trono dei sogni e Faust è vittima e boia. L’inchiostro è solo sangue, le vene fiumi dove legare le anime e la penna diviene l’unico nodo, l’unico legame tra uomo e diavolo. Le porte dell’inferno sono aperte e camminare è l’ennesimo viaggio in direzione del tormento. Un castigo con parole condannate prima ancora di essere scritte.

Clementina Boccellino

Assaggi

Uomini vestiti di nero e dal volto coperto comparvero nella via come d’improvviso. Avevano delle armi e le usarono: senza alcun motivo colpirono coloro accomodati dinanzi ai locali, forarono i loro capi, i loro petti, la loro libertà. Qualcuno gridò “Dio è grande!” e, accompagnato da uno scoppio, esplose in aria, e con lui un gruppo di innocenti astanti. Faust non capì: egli in Paradiso c’era stato, ma nessun dio gli aveva chiesto di glorificare la morte. «L’inferno non è quello dei demoni» spiegò Mefistofele, allontanandolo dal fuoco eterno.

***

 «Faust, svegliati.» Le parole giunsero alle sue orecchie come da molto lontano, eppure provenivano da un punto sopra la testa. Cercò di alzare le palpebre, ma non vi riuscì. «Ho detto svegliati» ripeté la voce, con odio. Un vento gelido lo investì, le palpebre parvero congelarsi, infine con lentezza ripresero la propria temperatura abituale e obbedirono a quello spaventoso comando. Una densa nebbia si muoveva in vortici oltre il proprio capo e, tra essi, riuscì a intravvedere una sagoma.

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