Cina: viaggio a Guilin

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Il posto più bello sotto il cielo – Guilin

Nel Sud-est della Cina, al confine con il Vietnam e il Laos, tra le province del Guangdong, Hunan e Guizhou, c’è il piccolo e (relativamente) poco abitato Guangxi, terra tropicale e montagnosa. Con capitale Nanning, dalla quale si possono prendere autobus diretti al Vietnam, il Guangxi è famoso sin dall’antichità per la sua natura selvaggia e particolare e, soprattutto, per le sue rocce carsiche.

La città di Guilin

Il luogo più famoso della provincia è Yangshou, vicino alla città di Guilin, dove si trovano “i paesaggi più belli sotto il cielo”, come decantavano gli antichi poeti cinesi. Le rocce carsiche, rilievi di un romanticismo inesplicabile, si concentrano qui nei punti più scenografici e fantasiosi. Eppure, spesso, molti turisti ignorano questo paradiso tropicale per soffermarsi solo sulle grandi metropoli: Pechino, Shanghai, Hong Kong, se si ha qualche giorno in più anche Xi’an con il suo esercito di terracotta.

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Guilin, “la foresta di cassia”, è facilmente raggiungibile da quasi ogni città cinese sia in aereo sia con il treno ad altà velocità, che corre tra i monti carsici e la fitta vegetazione del Sud-est. La città in sé non è diversa dalle altre città cinesi, con i suoi squallidi palazzi dalle inferriate arrugginite e il finto centro storico ricostruito secondo l’immaginario occidentale dell’Orientale e che oggi ospita negozi di souvenir e ristorantini. Conta “solo” un milione di abitanti, minuscola per gli standard cinesi, ed è totalmente immersa nel verde.

Da ogni altura si possono scorgere le foreste e le rocce carsiche che la circondano fino a sfumare nella bruma tropicale all’orizzonte: il contrasto tra la bellezza della natura incontaminata e i fatiscenti palazzoni post-comunisti è forse la cosa più curiosa di questo angolo di mondo. Sembra che da un momento all’altro la città possa essere fagocitata dalla natura, non solo perché è circondata dalle rocce carsiche come alti pinnacoli verdi, ma anche perché è attraversata da vari corsi d’acqua, laghetti, e ci sono alberi dovunque.

Cosa vedere a Guilin

Guilin è visitabile a piedi: si cammina sul lungo fiume affollato di gente che passeggia tranquilla (non come la frenetica Canton, dove vivo) e si raggiunge la Xiangbishan, la collina della proboscide di elefante, una roccia carsica a forma di proboscide si immerge ripida nelle acque del fiume Li, dove una canoa con una vecchia signora dal cappello alla vietnamita e due cormorani aspettano pazienti i turisti per farsi scattare foto a pagamento.

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Xiangbishan – La proboscide dell’elefante

Altre attrazioni di Guilin sono le Pagode del Sole e della Luna, una di fronte all’altra su due isolotti artificiali nel mezzo del laghetto del parco cittadino e il Parco delle Sette Stelle, nel quale le cime di sette rocce ricordano la costellazione dell’Orsa Maggiore: sulla sommità più alta, illuminata nella notte oscura dei tropici, svetta una pagoda solitaria che pare galleggiare nel buio.

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Le Pagode del Sole e della Luna

Navigando!

Un giorno per Guilin è abbastanza; dalla città si può raggiungere in bus il molo di Yangdi, a un’oretta di distanza, attraversando la campagna carsica, e da lì noleggiare una zattera a motore di finto bambù, che solca il fiume Li in uno dei paesaggi più belli mai visti. Si attraversa la vallata circondata dai monti che combinano le più strane forme e alle quali i cinesi, famosi per il loro romanticismo, hanno dato nomi fantasiosi. Un paio d’ore immersi nella natura, sotto il sole cocente di luglio, a osservare questa natura così strana ed esotica, fino alla Collina dei Nove Cavalli. In realtà non è un viaggio solitario come uno potrebbe immaginare, perché i cinesi sono tanti e le zattere partono tutte insieme a decine, piene di turisti totalmente coperti per non prendere il sole e intenti a giocare al cellulare.

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Sul fiume Li

Dalla Collina dei Nove Cavalli una macchina elettrica ci trasporta a Xing Ping, località famosissima perché è quella che compare sulla banconota da 20 RMB e quindi ritenuta il punto più bello della zona. Lì si può semplicemente rimanere a godersi il caldo e la natura, cercare un angolo isolato (lontano da dove tutti sono impegnati a farsi la foto con i 20 rmb in mano sullo sfondo delle rocce) e stare in silenzio a osservare il cielo, l’acqua, il verde.

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Xing Ping

Incredibile bellezza naturale

Continuando verso sud si arriva all’oscena cittadina di Yangshou, circondata da un sacco di attrazioni naturali. Il modo migliore per visitarle, a mio parere, è noleggiare una bicicletta ed esplorare la campagna circostante. Ci sono tantissime alternative: si possono visitare le Reed Flute Cave, grotte carsiche illuminate in modo pacchiano, si possono fare i bagni nel fango o visitare i villaggi e assistere ai balletti delle minoranze Miao e Yao, o si può fare trekking sulle rocce carsiche, la più bella delle quali è la Montagna della Luna, una roccia che forma un arco a forma di mezzaluna su un’altra roccia, raggiungibile con un’ardua salita per un boschetto di bambù, e sulla sommità della quale aspettano delle contadine con la birra fresca, da sorseggiare mentre si osserva l’immensità della natura ai propri piedi.

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La Montagna della Luna

Si possono trascorrere intere giornate semplicemente pedalando lungo il fiume o nella campagna dove non c’è nessuno, se non cicale e monti, rilassarsi sulle zattere che ridiscendono il fiume, o su una terrazza di un bar a sorseggiare succo di mango, ché i manghi qua sono enormi e succosissimi. E poi si va a dormire, nel silenzio assoluto della campagna, tra il finire dei grilli e il profumo di natura.

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Altri luoghi da visitare in Guangxi sono:

  • Le terrazze di Riso sulla Schiena del Drago (Longshen), terrazze di riso famosissime per la loro forma particolare, disseminate qui e lì di villaggi di contadini. I momenti più belli per visitarle sono la primavera, quando i germogli colorano tutto di verde, o l’autunno, quando il riso diventa giallo e sembra di essere immersi in un mondo d’oro;

  • Bajiaozhai: Parco geologico tra le province del Guangxi e del Hunan;

  • Le cascate di Detian: le cascate più estese dell’Asia, al confine tra la Cina e il Vietnam.

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