Pensieri letterari

In attesa di rinascere – Donne che emigrano

Rinascere

L’inverno come quel momento di introspezione totale, in cui ci chiudiamo al mondo per fare un bilancio, un “sto bene o non sto bene”, per seminare progetti futuri, coprirli con la terra, annaffiarli e aspettare che diano i loro frutti. Un momento per stringersi insieme, per darsi forza e calore nel letargo apparentemente inutile ma necessario alla ricarica del corpo, della mente, dei progetti e, soprattutto, dei nostri legami, che sono il concime della vita.

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Idee su un fico secco e sull’anno nuovo

In un romanzo che sto leggendo, la protagonista racconta della sua ricerca del piacere. Piacere nelle “famose” piccole cose, piacere in un piatto di asparagi e uova, nella mani immerse nell’impasto, piacere nello studiare una nuova lingua solo perché suona bene. Piccoli godimenti ritrovati, o solo ora conosciuti, dopo una vita centrata sul conformarsi alla società. Capita a tutti, no? Dimenticare le gioie della vita nella sfrenata corsa al capitale. Forse è questa la grande crisi dei nostri tempi.

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Il solito giovedì sera

È il solito giovedì sera, c’è la solita festa latina. L’afoso caldo dei tropici sta a pennello con quelle note che sanno di appiccicoso. Il locale è affollato, rendendo tutto ancora più vischioso. Scivoloso. “Oso” scorre sensuale tra le gocce di sudore dei ballerini, chi più chi meno capace, ma tutti lì per divertirsi. La bachata è fatta per essere ballata in coppia, per stringersi le mani, le gambe, i corpi, le mani di lei che si mischiano alla traspirazione sul collo di lui, le dita di lui che si inzuppano sulla maglietta di lei. Schifoso.

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Il mio viaggio nella scrittura

Come nasce un libro?

Più che una pagina di ringraziamenti, questa vuole essere la storia de “L’amuleto di giada”: tre libri che hanno colorato diversi anni della mia vita, da quel pomeriggio durante il secondo anno di università. Era una giornata di primavera e io ero nella cameretta di un appartamento condiviso con altre tre ragazze e riflettevo su una storia che volevo scrivere da anni. Ho aperto il PC e ho buttato giù la bozza di quattro capitoli del tutto diversi da quelli a cui stavo pensando e da quelli che sarebbero poi stati pubblicati, tranne per l’incipit: quello era lo stesso della mia immaginazione e ora è lì sulla carta del primo romanzo.

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