In attesa di rinascere – Donne che emigrano

Rinascere

L’inverno come quel momento di introspezione totale, in cui ci chiudiamo al mondo per fare un bilancio, un “sto bene o non sto bene”, per seminare progetti futuri, coprirli con la terra, annaffiarli e aspettare che diano i loro frutti. Un momento per stringersi insieme, per darsi forza e calore nel letargo apparentemente inutile ma necessario alla ricarica del corpo, della mente, dei progetti e, soprattutto, dei nostri legami, che sono il concime della vita.

Il mio vuole essere un inno alla lentezza, al dare al mio corpo il permesso di prendersela comoda: il suo anno l’ha fatto, il suo dovere compiuto. Può lavorare quelle poche ore di luce al giorno e poi scivolare nel letargo. Vuole anche essere un’incitazione al fermare il vorticare di diritti e doveri nel nostro cervello, a dire: stop, è il momento di bersi una tazza di tè e di capire insieme come si vorrà rinascere la prossima primavera, quali figli si ha in progetto di far sbocciare.

Un inno al chiudere fuori dalla porta “è bene far così…” e ad abbandonarsi sul divano con chi si ama, in attesa di rinascere.

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